Disabilità e comunicazione, Handylex e Superando cambiano. “Ma non chiudono”

di Chiara Ludovisi

ROMA – L’agenzia E.Net chiude e manda a casa sei dipendenti, di cui uno con disabilità: è notizia degli ultimi giorni dell’anno. Il primo a diffonderla, denunciando quanto gli è accaduto in prima persona, è Carlo Giacobini, responsabile di HandyLex, il portale d’informazione giuridica sulla disabilità, uno dei servizi che fa parte del progetto targato E.Net. “La Fish, socio di maggioranza relativa dell’Agenzia E.Net, ha deliberato, assieme agli altri soci, di porre in liquidazione l’agenzia stessa – fa sapere Giacobini il 30 dicembre, nell’ultimo suo articolo pubblicato su HandyLex, sulla legge di bilancio – All’agenzia afferiva il gruppo di lavoro (sei dipendenti incluso chi scrive) che ha finora assicurato il funzionamento di HandyLex (sito, sportello, monitoraggio), di Superando, di Condicio e di molte altre attività progettuali e di supporto tecnico alla Federazione e al movimento. I dipendenti conseguentemente sono licenziati e non ricollocabili. Questo è quanto: nessun intento polemico o recriminazione verso chi si assume la responsabilità politica di questa decisione, ma solo, davvero, il duplice desiderio di ringraziare chi nel nostro lavoro – che qui finisce – ci ha creduto per davvero e di ricordare le due persone che maggiormente l’hanno animato, compreso, voluto e sostenuto: Franco Bomprezzi e Tino Chiandetti. Un ringraziamento anche all’editore, la Uildm, che per anni ha sostenuto HandyLex di cui detiene il marchio che sta cedendo a Fish con l’impegno che quest’ultima assicuri, a favore della rete, la continuità e la qualità del servizio”.

Fish chiarisce: “Rischiare è essenziale e nel cammino di un percorso, cambiare è necessario”
Quasi contemporaneamente, Superando pubblicava una nota della giunta Fish e delle associazioni aderenti, in cui si rassicurava: “Tutti gli strumenti di studio, di divulgazione, di analisi e prodotti sin qui utilizzati, HandyLex.org, Superando.it, Condicio.it, solo per citarne alcuni, così come le attività di progettazione e di supporto tecnico alla federazione, al movimento associativo e alle tante persone con disabilità, con il nuovo anno saranno, ancor di più, fondamentali per rilanciare le politiche inclusive per le persone con disabilità e verranno quindi non solo consolidati, ma ampliati e potenziati, affinché possano generare loro stessi strumenti nuovi, alcuni già in via di definizione, in linea con le previsioni della riforma del Terzo Settore e in grado di affiancare e sostenere il complesso e articolato mondo che la Fish rappresenta e non solo”. Continua, la giunta della Fish: “Ci sono momenti in cui rischiare è essenziale, se non addirittura vitale, soprattutto quando per anni si è voluto credere di essere certi di camminare su un sentiero sicuro e non cedevole, non vedendo, o facendo finta di non vedere, il pericolo che si presentava o non ascoltando le sollecitazioni che arrivavano sempre più, in maniera forte e pregnante, dal mondo che si rappresenta. La paura di rischiare frena e rimpicciolisce i nostri obiettivi, restringe la nostra vita e pone dei limiti alle nostre risorse. La verità è che senza rischi non si può progredire né migliorare”.

E conclude: “Con la speranza che possiate quindi vedere oltre ciò che appare o che vuole essere opportunamente mostrato, ci auguriamo possiate e vogliate stringervi a noi in un abbraccio di vicinanza affinché il percorso di rinnovamento e di crescita della Federazione possa continuare e restituire a tutti passione, bene comune e soprattutto una vita piena in cui vengano riconosciuti i propri diritti”.

Il dipendente con disabilità: “A 50 anni, disoccupato e mortificato”
Pochi giorni dopo, la testimonianza dolorosa di Bruno Esposito, dipendente con disabilità licenziato dall’agenzia, fa il pieno di solidarietà sui social: “Sono un lavoratore disabile che ha gestito per quasi 25 anni diversi siti internet (tra cui Handylex, Uildm e Condicio). Pochi giorni fa la mia azienda (un consorzio controllato dalla Fish) mi ha licenziato. Lo ha fatto nel modo più formale possibile: tramite Pec del liquidatore che ha incaricato. Mi sarei aspettato almeno una telefonata od un messaggio da parte del presidente (o dal cda) della federazione nazionale di associazioni che rappresenta noi disabili e che si occupa tra le altre cose proprio di ‘integrazione lavorativa delle persone disabili’ (ironia della sorte: mentre mi licenziava la federazione otteneva dal governo un sostanzioso finanziamento). Ho letto che nel frattempo il mio presidente rassicura gli utenti su Facebook promettendo che i servizi a cui lavoravo ‘verranno consolidati, ampliati e potenziati’.

Anche io avrei apprezzato un messaggio di ‘incoraggiamento’, visto che mi ritrovo a 50 anni disoccupato e mortificato dall’indifferenza delle associazioni che mi hanno liquidato. Sui presunti costi eccessivi del nostro lavoro: non credo che il mio licenziamento sia dovuto a problemi economici visto che i miei ultimi stipendi si aggiravano intorno ai 1.100-1.200 euro. ‘Nessuno resterà indietro’, scriveva il mio presidente a fine anno. Non è così e io ne sono la prova”.

Falabella: “Decisione non fa capo alla Fish”
Vincenzo Falabella, a cui Redattore sociale ha chiesto un chiarimento, replica così: “La decisione di liquidare la società consortile sono state ben riportate nella nota di chiarimento che le organizzazioni facenti parte dell’ex Consorzio hanno diramato. Posso dire che la scelta di porre in liquidazione la società è stata dolorosa, sofferta, faticosa: lo è stata per noi soci, lo è per i dipendenti, per questo comprendo lo stato d’animo ed anche la rabbia di tutti loro. Su tutti comprendo in particolar modo l’ansia e le preoccupazioni di Bruno, persona che come me vive con una disabilità. Ritengo sbagliato far passare il messaggio che la liquidazione della società sia avvenuta come atto nei confronti dei dipendenti: non è certamente cosi. Chiedo, a questo punto, se è possibile, di abbassare i toni, di non alimentare ulteriori polemiche, che in questo momento non giovano a nessuno e precludono eventuali possibilità di confronto e di chiarimenti”.

Quanto all’invio della comunicazione di preavviso di licenziamento avvnuta via Pec, “che io sappia il liquidatore ha avuto un primo incontro conoscitivo, in modalità audio video, visto il delicato momento che stiamo tutti vivendo, con tutti i dipendenti. In quell’occasione hanno concordato tutti insieme che si poteva procedere con l’invio della lettera di preavviso tramite Pec. E’ opportuno anche precisare che l’incontro con il liquidatore nominato è stato anticipato da una comunicazione ufficiale che l’assemblea di E.Net ha inviato a tutti i dipendenti avvisandoli della messa in liquidazione delle società e della nomina del liquidatore, che da li a breve gli avrebbe contattati per l’espletamento degli atti necessari”. Falabella poi rassicura: “Sia Superando che Handylex, di cui Fish non è proprietaria – precisa il presidente – non chiuderanno, ma come già comunicato saranno al centro dell’interesse dell’intero movimento associativo che si riconosce in Fish”.

Riguardo il contributo statale, per quest’anno raddoppiato (da 400 a 800 milioni) dalla legge di bilancio, Falabella assicura: “Ogni spesa conseguente al finanziamento conseguente alla legge di bilancio viene rendicontata al ministero del Lavoro e delle politiche sociali: affronteremo con tutto il Consiglio Nazionale la questione di come impegnare le future risorse e su quali temi attenzionare le politiche della nostra organizzazioni, in linea con quanto ci viene sollecitato dalla base associativa e dalle tante persone con disabilità e dalle loro famiglie che entrano ogni giorno in contatto con la nostra federazione. Potenzieremo i territori e le politiche territoriali, perché la pandemia ci mostra ogni giorno quante differenze ancora esistano tra le varie regioni. Investiremo in formazione, nei giovani per rilanciare il nostro intero movimento e lavoreremo costantemente, come peraltro fatto fino ad ora per costruire concrete politiche inclusive per le persone con disabilità e per le loro famiglie”.

La nota dell’agenzia E.Net
A chiarire ulteriormente, arriva oggi la nota dei soci della Scarl Agenzia E.Net: “La situazione strutturale e operativa della Società Consortile Agenzia E.Net, costituita, a suo tempo, da dieci organizzazioni non profit, oltre alla Fish, è stata da sempre oggetto di ampia e approfondita analisi da parte degli organismi preposti, consigli di amministrazione e assemblee dei soci. Sono stati anni di lunghi e continui confronti, per individuare strategie aziendali valide ed efficaci che potessero permettere da un lato il perseguimento di tutti gli obiettivi statutari – attraverso l’ampliamento e la riorganizzazione operativa, a cominciare dal proseguimento delle attività della società già in essere – dall’altro a garantire la loro sostenibilità anche sotto il profilo economico e finanziario. Purtroppo, tali diversi e numerosi tentativi sono risultati vani e il rischio concreto di default con grave danno per tutti i soci della società E.Net e per l’intero movimento associativo era assai concreto e rilevante. Di tale realistico pericolo tutti i dipendenti, sempre, sono stati messi a conoscenza. Mai nulla è stato loro sottaciuto: l’andamento sempre più crescente delle difficoltà e criticità della Società Consortile sono state loro comunicate e condivise, così come le dovute trasparenti informazioni circa la scelta ineludibile e dolorosa di scioglimento che l’Assemblea del Consorzio avrebbe dovuto, suo malgrado, deliberare nel 2020. Nessuna delle ipotesi di soluzione loro prospettata è stata accolta e pertanto si è reso necessario procedere alla messa in liquidazione della Società Agenzia E.Net che, ribadiamo, essere stata frutto di un percorso di verifica collegiale e unanime dei membri dell’Assemblea della Società stessa, firmatari di questo comunicato. Pertanto si ritiene erronea l’attribuzione della responsabilità di questa inderogabile scelta alla Fish”.

Si ribadisce poi che “gli strumenti di studio, di divulgazione, di analisi e prodotti come HandyLex.org, Superando.it, Condicio.it, solo per citarne alcuni, sono stati sempre al centro dell’attenzione e dell’interesse societario, spesso anche a scapito di altri importanti servizi, tanto da poter affermare con certezza che potranno essere, in particolare dall’intero movimento federativo Fish, ulteriormente valorizzati e consolidati per il proprio intrinseco valore, poiché risultano ancora fondamentali per rilanciare le politiche inclusive per le persone con disabilità e le loro famiglie”.

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