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«Nessuno escluso»: il monito di papa Francesco per il Pio Istituto Sordi
Il progetto dell’ente nato a Milano 170 anni fa. I bandi, gli interventi, i fondi. Obiettivo: garantire alle persone con disabilità comunicative piena accessibilità anche alle Udienze e all’Angelus.
È nato più di 170 anni fa, a Milano, con l’obiettivo di occuparsi dei sordomuti poveri di campagna. Erano i primi anni del Regno d’Italia, e per il Pio Istituto dei Sordi era una assistenza di fatto. Dovrà passare più di un secolo per giungere a un’assistenza di diritto. Da un anno e mezzo l’Istituto è diventato un ente filantropico. Cosa vuol dire? «Che possiamo fare di più, sostenendo organizzazioni non profit, che operano in Italia e all’estero, a favore dell’inclusione e dell’empowerment delle persone con disabilità uditiva. Riuscendo a raccogliere più fondi e realizzando investimenti maggiori», risponde Marco Petrillo, dal 2023 presidente dell’Istituto. Quel «Fare di più» a livello di soldi spesi per migliorare la qualità della vita delle persone sorde, intervenendo in diversi ambiti e settori, significa 250mila euro erogati in media ogni anno dall’ente. Uno degli strumenti adottati dall’Istituto, fondato dal conte Paolo Taverna il quale ne affidò la direzione a don Giulio Tarra, è il Fondo sordità Milano, costituito presso Fondazione Comunità Milano: «È nato nel 2019, e già un anno dopo abbiamo realizzato il Bando inclusione delle persone con disabilità uditiva: si tratta di un bando giunto alla quinta edizione e che rappresenta molto bene ciò che siamo e facciamo, considerando sempre la persona sorda al centro di tutto», spiega Petrillo.
Lo sportello
E tra i tanti progetti portati avanti, uno stava molto a cuore a papa Francesco: «È stato proprio il Papa a volere fortemente il progetto “Nessuno escluso” per garantire alle persone con disabilità comunicative e sensoriali piena accessibilità alle Udienze Generali, all’Angelus e alla preghiera del Regina Coeli». Nessuno escluso vuol dire far sentire le persone con disabilità uditiva uguali a tutte le altre: sia nei problemi pratici sia in quelli psicologici. Non a caso è nato, grazie alla collaborazione tra il Pio Istituto dei Sordi e Mason Perkins Deafness Fund di Siena, uno sportello gratuito di consulenza psicologica sia online sia in presenza. Il servizio prevede due psicologhe, una sorda e una udente, esperte di sordità e comunicazione. Lo scorso anno sono state 40 le richieste di aiuto gestite, mentre soltanto nel primo trimestre del 2025 sono stati 14 i nuovi pazienti presi in carico, provenienti da tutta Italia.
«Per un ente filantropico è importante garantire una attenzione alla persona sorda in ogni momento della sua vita: dall’infanzia fino alla vecchiaia. Per questo, già da una decina d’anni, abbiamo realizzato un percorso formativo gratuito per l’assistenza di persone sorde all’interno delle Rsa: in otto anni siamo riusciti a formare poco meno di mille operatori all’interno di 119 Rsa lombarde». Ma lo stesso presidente dello storico Istituto sa bene che molto ancora andrebbe fatto per garantire alle persone sorde o con ridotte capacità uditive una vita più serena sul luogo di lavoro. O addirittura la possibilità di lavorare: nonostante esista una legge che determina una assunzione di una persona con disabilità nelle aziende con più di 15 dipendenti.
Occupazione
«Nel nostro piccolo abbiamo realizzato un kit, illustrato dal disegnatore sordo francese Nicolas Combes, con “Linee guida per ambienti di lavoro inclusivi”: 15 cartoline dove troviamo consigli pratici per comunicare in modo accessibile tra persone sorde e udenti che entrano in contatto le une con le altre», conclude Petrillo. E affinché nessuno resti indietro, sabato 10 maggio, dalle 14, all’interno di Milano Civil Week, a Pirelli Hangar Bicocca di Milano, parlando di accessibilità culturale, sarà presentata la sesta edizione del bando «Inclusione delle persone con disabilità uditiva».