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Carcere …è Disabilità sociale”?
Carcere …è Disabilità sociale”?
Prendersi cura della persona detenuta per una comunità risocializzante
25 novembre 2025 – ore 16,30 – 18,30
Aula seminari della sede di Scienze politiche
Grazie al prof. Andrea Bienati docente del laboratorio di Giustizia Riparativa – GLO dell’Università Statale di Milano, si è svolto questo interessante seminario, che ha spaziato nelle tante problematiche del mondo carcerario italiano, con un occhio particolare sulle persone con disabilità uditiva presenti nelle carceri, delle quali oggi non si hanno dati aggiornati.
L’assenza di questi dati non consente una programmazione corretta degli interventi che vanno eseguiti e realizzati per tutelare i diritti costituzionali dei detenuti.
Molto apprezzato l’intervento della dott.ssa Elisabetta Palù, Direttrice della Casa Circondariale di Busto Arsizio (VA), che ha sottolineato le tante difficoltà presenti, nelle carceri ma anche le attività, che vengono offerte ai detenuti, attraverso una serie di operatori presenti nelle carceri e con il preziosissimo apporto di tante Associazioni ed Enti del Terzo Settore.
Anche il Direttore del Pio Istituto dei Sordi ha fatto un breve intervento, evidenziando come la Fondazione ha a cuore le sorti di detenuti con disabilità uditiva e sta operando con alcune ipotesi di progetto per finalizzare interventi mirati, pur nella assenza di una ricerca sulle persone con disabilità presenti nelle carceri italiane. Forse proprio questa è la prima cosa da fare per orientare correttamente le programmazioni di attività in questi contesti comunitari, avendo sempre a mente il monito costituzionale:
Articolo 27
La responsabilità penale è personale.
L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.
Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Non è ammessa la pena di morte.