Resta informato
Scopri tutte le notizie e rimani aggiornato iscrivendoti alla newsletter
Rette delle Rsa: in un ente su tre sospensioni del pagamento
I familiari delle persone con malattie neurodegenerative rivolgono alle strutture richieste sulla gratuità del ricovero, sospendono i pagamenti e, a volte, intraprendono azioni legali per il rimborso di quanto versato. I primi dati sulle strutture della Lombardia, raccolti sul 41% di tutti i posti letto
n Lombardia, quasi un ente su due (il 44,6%) ha ricevuto richieste di informazioni sulla gratuità del ricovero per il proprio caro residente con Alzheimer. I casi di sospensione del pagamento o di richiesta di rimborso hanno riguardato il 33,5% delle strutture, per un totale di 141 ospiti, il 75,2% dei quali proviene da Rsa con Nucleo Alzheimer. Molte meno, invece, le azioni legali intraprese. Lo mostrano i primi dati della situazione in Lombardia presentati oggi nel corso del convegno «Rette Alzheimer – Il punto di vista delle associazioni di categoria» organizzato dall’Osservatorio settoriale Rsa in collaborazione con Uneba Lombardia alla università Liuc a Castellanza (Varese).
I dati non sono preoccupanti al momento, ma fotografano una situazione diffusa e in espansione. Il tema delle rette nelle Rsa sta investendo a vari livelli tutte le Regioni e le pubbliche amministrazioni. Le strutture, infatti, oltre alle richieste di informazioni sulla possibilità di sospendere i pagamenti delle rette, ricevono anche la richiesta di rimborso accompagnata da azioni legali, da parte di familiari che nel caos delle pronunce ritengono di avere diritto all’esenzione per il loro caro.
L’indagine, condotta da Antonio Sebastiano, direttore Osservatorio settoriale sulle Rsa della Liuc Business School, analizza la situazione di 224 enti e 28.701 posti letto autorizzati, il 41% di tutti i posti letto in Lombardia. Il 50,2% degli enti è non profit, 25% profit e 14,3% pubblici Nel 43% degli enti, c’era un nucleo di valutazione Alzheimer. I questionari sono stati compilati in modo anonimo nel periodo 9 settembre – 3 ottobre 2025. Le province con le percentuali più alte includono Cremona (64,3%) e Brescia (44,3%).
I casi di sospensione del pagamento o di richiesta di rimborso hanno riguardato 75 enti (33,5%) per un totale di 141 ospiti, il 75,2% dei quali proviene da Rsa con Nucleo Alzheimer. Nello specifico, la sospensione di pagamento della retta ha interessato 18 enti (8%) per un totale di 27 ospiti. Nettamente inferiore la cifra di chi oltre alla sospensione di pagamento della retta ha chiesto il rimborso senza azione giudiziaria 11 enti/RSA (4,9%) per un totale di 12 ospiti e chi ha avviato una congiunta un’azione giudiziaria: 8 enti/RSA (3,6%) per un totale di 9 ospiti. Le domande sono arrivate in alcuni casi, 93 casi, anche da familiari di ospiti già dimessi o deceduti.
«Un mondo di prevalenti enti gestori noprofit che sta rischiando di chiudere e vedersi a breve sostituito da realtà con capacità finanziarie ed obbiettivi economici certamente diversi» è il commento di Luca Degani di Uneba Lombardia che sottolinea «un silenzio della politica che al momento non è riuscito a frenare, con un provvedimento normativo chiarificatore, un danno che può causare a cascata l’insostenibilità dell intero sistema sanitario nazionale. Pensare di utilizzare il 20% delle risorse di fondo sanitario per lo 0,5% della popolazione è certo un assurdo. Ma nel breve ancor peggio mettere a rischio la stessa continuità dei servizi da parte di enti del terzo settore che rappresentano un ammortizzatore economico al costo dei ricoveri».
Fonte: Vita.it – Link