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Intervista a Anna Cardinaletti

Da quanto conosci il Pio Istituto dei Sordi?
Conosco il Pio Istituto da molti anni. Ho il grande onore di essere Benemerita dell’Istituto, nominata il 26 novembre 2015.
Come ha accolto la nomina di presidente della commissione del Premio Tarra e perché è importante il bando Premio Tarra?
Fin dalla prima edizione del Premio don Giulio Tarra: ricerche e studi per la sordità, nel 2015, ho collaborato nella Commissione giudicatrice presieduta, con grande professionalità ed equilibrio, dalla prof.ssa Rita Sidoli. Da Rita Sidoli ho imparato tantissimo. Quando nel 2022 mi è giunta la proposta di presiedere la Commissione, ho accettato con piacere, sapendo che avrei potuto continuare a contare sulla collaborazione di Rita come membro della Commissione. Quello di Presidente è un ruolo di grande responsabilità perché la valutazione delle migliori tra opere che provengono da ambiti disciplinari diversi non è semplice. Nella Commissione sono sempre presenti esperti delle varie discipline e devo dire che il confronto e la discussione sono sempre molto corretti ed equilibrati. Il Premio Tarra permette di dare visibilità alla molta ricerca svolta in Italia sul tema della sordità, in aree disciplinari diverse (pedagogiche, mediche, linguistiche, psicologiche, sociologiche, storiche, ingegneristiche, informatiche, ecc.), che spesso faticano a parlarsi tra loro in ambito accademico. Il Premio Tarra è dunque una bella occasione di condivisione e di disseminazione di esperienze di ricerca diverse, preziose per tutti coloro che si occupano di sordità in Italia. Il giorno della premiazione, che si svolge in genere a novembre, è sempre una bella festa. Partecipano anche molte persone sorde, che hanno così la possibilità di venire a conoscenza della ricerca più recente. Mi auguro che sempre più studiosi partecipino al Premio, per presentare le proprie ricerche sia a colleghi di ambiti diversi sia alle persone sorde.