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Tornare a sentire: quando una protesi può cambiare la vita
Perdere la capacità di sentire bene significa molto più che non riuscire a seguire una conversazione. Può voler dire isolarsi, fare più fatica a orientarsi, comunicare, studiare, lavorare. E quando una protesi acustica costa migliaia di euro, per chi non ha la possibilità di sostenerne la spesa, tornare a sentire può sembrare semplicemente impossibile.
È per questo che al Poliambulatorio di Opera San Francesco continua un progetto che permette alle persone che non possono permettersi una protesi acustica di riceverla gratuitamente. A seguirlo, insieme al dottor Cirignola, è oggi Eleonora, infermiera di OSF, arrivata nel 2023 e da circa due anni coinvolta nel progetto.
Un aiuto che può arrivare a chi ne ha più bisogno
Ogni anno sono circa 70 le persone che si rivolgono al Poliambulatorio con problemi legati all’udito. Non tutte hanno bisogno di una protesi, ma, racconta Eleonora, circa 7 pazienti su 10 vengono inseriti nel progetto.
Non esiste un solo tipo di persona che può avere bisogno di questo aiuto. “Il paziente tipo non esiste”, spiega Eleonora. Ci sono persone giovani con problemi di udito dovuti a patologie o traumi e persone anziane che hanno perso progressivamente la capacità di sentire.
Quando è possibile, viene data priorità alle persone più giovani con una sordità importante, per le quali la perdita dell’udito può avere conseguenze particolarmente pesanti sulla vita quotidiana, sulle relazioni e sulla possibilità di studiare o lavorare.
Protesi che possono tornare a essere utilizzate
Le protesi arrivano principalmente grazie alle donazioni. Sono apparecchi che appartenevano a persone che, per esempio, non ne hanno più bisogno e decidono di donarli, oppure che vengono sostituiti perché nel frattempo sono diventati disponibili modelli tecnologicamente più avanzati.
Prima di poter essere utilizzate, però, le protesi devono essere controllate, adattate e, quando necessario, sistemate dal tecnico audioprotesista che collabora con il progetto. È un passaggio fondamentale: ogni apparecchio deve essere verificato e adattato alle esigenze della persona che lo riceverà.
Anche la tecnologia disponibile può essere molto diversa. Ci sono apparecchi più recenti, ricaricabili e molto discreti, ma anche modelli meno moderni che utilizzano ancora le batterie. Non significa che siano inutili: anche una protesi meno recente può continuare a svolgere perfettamente la sua funzione e permettere a una persona di sentire meglio.
Il valore di questi apparecchi è tutt’altro che trascurabile. Le protesi acustiche possono infatti arrivare a costare da circa 1.000 fino a 4.000 euro, a seconda del modello e della tecnologia. Una spesa che può diventare proibitiva per chi già fatica a sostenere le necessità quotidiane.
Il momento in cui finalmente si sente
Eleonora segue le persone anche nel momento dell’applicazione della protesi. Ed è proprio questo uno degli aspetti del progetto che sente più vicino.
Per lei, infatti, il tema dell’udito non è soltanto qualcosa che conosce attraverso il lavoro. Ha vissuto personalmente un problema uditivo e sa cosa significa non sentire pienamente ciò che accade intorno.
Tra le tante persone incontrate, ce n’è una che ricorda in modo particolare. È una ragazza molto giovane, originaria di Capo Verde, arrivata in Italia da poco insieme alla madre. Non sapeva leggere né scrivere e comunicava con difficoltà. Dopo gli accertamenti necessari, il tecnico ha valutato che fosse idonea all’applicazione delle protesi.
Quando gli apparecchi sono stati applicati, la ragazza ha iniziato a sentire.
È uno di quei momenti in cui diventa evidente cosa significhi, concretamente, un aiuto come questo: non soltanto un dispositivo tecnologico, ma la possibilità di entrare più pienamente in relazione con ciò che ci circonda.
Un progetto che può crescere grazie alle donazioni
Oggi le protesi raccolte sono, nella maggior parte dei casi, sufficienti a rispondere alle richieste delle persone che arrivano al Poliambulatorio. Ma la disponibilità non è sempre costante: dipende dalle donazioni e dalla possibilità di recuperare apparecchi che possano essere nuovamente utilizzati.
Per questo continuare a sostenere il progetto significa permettere a OSF di aiutare ancora più persone. Una protesi che per qualcuno non serve più può diventare, per un’altra persona, la possibilità di ascoltare una voce, seguire una conversazione, tornare a partecipare alla vita di tutti i giorni.
Donare un apparecchio acustico o sostenere il progetto significa trasformare qualcosa che non viene più utilizzato in una nuova possibilità.