Desideriamo dire la nostra, nell’acceso dibattito di questi giorni sull’opportunità o meno dell’integrazione scolastica. Non ce ne dovrebbe essere bisogno, sono (ancora) vigenti in materia norme che – a partire dalla nostra Carta Costituzionale –disciplinano il diritto allo studio e all’inclusione scolastica per tutti.
Ma le norme bisogna conoscerle, e correttamente applicarle. E il rischio – di fronte all’incrinarsi del fronte compatto a favore dell’inclusione – è la legittimazione della disapplicazione strisciante.
Sul punto ribadiamo quindi tre parole: diritto, razionalità, etica – e non solo in astratto, ma le decliniamo in concreto con i fatti rappresentati da un nuovo progetto, Passaggi, per la promozione dell’inclusione scolastica e sociale, mettendo a disposizione esperti legali, psicologi e pedagogisti, che animeranno uno sportello di consulenza per le famiglie e percorsi formativi nelle scuole.
Ma approfondiamo il tema.
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