di Giampaolo Mattei

Primo pensiero di Elana Meyers Taylor, appena tagliato il traguardo, è spiegare bene ai due figli — Noah e Nico — di aver finalmente vinto con il suo bob la medaglia d’0ro olimpica. Glielo dice, festeggiando, con la lingua dei segni: Nico 5 anni — con sindrome di Down — e Noah 3 anni sono sordi.

Elana, californiana, 41 anni, rincorreva l’oro olimpico dalle Olimpiadi di Vancouver 2010 dove aveva vinto il bronzo. Cinque podi (3 argenti, 2 bronzi) in cinque Giochi. Mai prima, però. Con tanti e gravi incidenti nelle ripide discese.

Racconta: «Ai miei figli ho subito detto che “vero, nessuno aveva fiducia che io vincessi a 41 anni”, ma… “avete visto, la mamma ha vinto!”. Pure stavolta sembrava impossibile rimontare un’atleta straordinaria come la tedesca Laura Nolte…». E invece ecco l’oro per 4 centesimi dopo 4 manche.

Rilancia Elana, nella condivisione della sua fede cristiana: anche nello sport esiste la “logica del Magnificat”, cioè dei “piccoli”. «Con mio marito Nicholas Taylor, ex bobbista, la condividiamo in famiglia con Noah e Nico come progetto di vita».

Sì, perché «a Noah e Nico non interessa nulla del titolo olimpico, sono straripanti di purezza di amore, felici di condividere, semplicemente, la gioia della mamma. E così è per me quando loro due fanno una “conquista” nella vita» spiega Elana. «Essere mamma di due bambini con disabilità mi insegna amore, dandomi una prospettiva nuova anche sulle vittorie e sulle sconfitte sportive».

E infatti, fa presente, «sono riuscita a vincere le Olimpiadi proprio perché non stavo cercando il successo a tutti i costi. Non è retorica affermare che la mia vera medaglia la vinco ogni giorno con la mia famiglia, superando mille problematiche legate alla disabilità. Sono scesa in pista, con il mio bob, leggera, persino spensierata. Se avessi “dovuto” vincere a tutti i costi… avrei perso».

Elana lo dice dall’alto delle sue 6 medaglie olimpiche e 8 mondiali (4 ori) e di 4 coppe del mondo: «È tanta la passione che sul bob ho corso in singolo e in coppia, da frenatrice e da pilota!».

Accanto a lei sul podio c’è Kaillie Armbruster Humphries, 40 anni, 3 ori e 2 bronzi olimpici: «Elana e io siamo super amiche e quasi coetanee, sono mamma anche io e ci aiutiamo con i figli non solo quando ci sono le gare internazionali. La sua vittoria è anzitutto una lezione di vita, non solo un fatto sportivo eccezionale: si può vincere alle Olimpiadi a oltre 40 anni e con 2 figli con disabilità».

E ora? Per Elana le “medaglie” da vincere sono (almeno) due: «Sostenere i diritti e le speranze delle famiglie con figli con disabilità e lottare per i diritti delle donne nello sport, con una particolare attenzione alle gravi discriminazione razziali che io — afroamericana — ho dovuto più volte gravemente subire».

Fonte: Sito web dell’Osservatore Romano: LINK

Complimenti da parte del Presidente dott. Marco Petrillo, di tutto il Consiglio di Amministrazione e del Direttore Generale dott. Stefano Cattaneo.