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Fare sistema per non lasciare nessuno indietro. Anche dentro un pronto soccorso.
Lamberto Bertolè: Fare sistema per non lasciare nessuno indietro. Anche dentro un pronto soccorso.
Oggi ho visitato il Pronto Soccorso dell’Ospedale Fatebenefratelli, dove ha preso ufficialmente avvio un progetto che considero di grande valore e significato, nato dalla collaborazione tra ASST Fatebenefratelli Sacco, Comune di Milano ed EMERGENCY
Abbiamo siglato un protocollo d’intesa che prevede la presenza, dal lunedì al venerdì, di un mediatore culturale di Emergency direttamente all’interno del pronto soccorso. Una figura fondamentale per intercettare, ascoltare, orientare chi si trova in una condizione di fragilità e accede ai servizi d’urgenza non solo per motivi clinici, ma spesso per difficoltà sociali, barriere linguistiche o mancanza di alternative.
Non è solo un gesto simbolico, ma un cambio di prospettiva: riconoscere che la salute non può essere ridotta a una prestazione, ma deve essere presa in carico in modo integrato, costruendo percorsi che uniscano il sanitario e il sociale, dentro e fuori dall’ospedale.
In questo progetto, ogni attore gioca un ruolo specifico ma coordinato. Il mediatore di Emergency accoglie la persona, valuta i bisogni, avvia un orientamento. Il servizio sociale del presidio ospedaliero garantisce l’interconnessione con i servizi territoriali del Comune di Milano, attraverso il Centro Sammartini, il punto unico di accesso per i servizi dedicati alle persone senza dimora.
Dal 19 maggio, grazie a questa integrazione, le persone senza acuzie cliniche ma in condizione di grave marginalità possono essere accolte per alcuni giorni in una struttura protetta – fino a 5 posti letto mensili, attivati da Fondazione Progetto Arca Onlus , nell’ambito della coprogettazione degli interventi a contrasto della grave marginalità. L’obiettivo è valutare la disponibilità della persona ad avviare un progetto di reinclusione, con particolare attenzione a chi vive situazioni sanitarie complesse: patologie croniche, dipendenze, sofferenze psichiche.
È così che intendiamo costruire il nostro welfare: sul campo, in ascolto, in rete. Dando concretezza al principio della “presa in carico globale” e mettendo al centro la persona, non solo il suo bisogno contingente.
Progetti come questo dimostrano che fare sistema si può. E che è proprio nei luoghi più critici – come i pronto soccorso urbani – che la cooperazione tra istituzioni pubbliche e Terzo Settore può generare le risposte più innovative.
Un ringraziamento sentito all’ASST Fatebenefratelli Sacco, a Emergency, alla nostra Direzione Welfare, a Fondazione Progetto Arca e a tutti gli operatori che ogni giorno traducono in pratica questa visione.
I numeri, in meno di tre mesi, parlano chiaro: oltre 90 interventi già attivati, e una sperimentazione che ci aiuterà a migliorare ulteriormente.
Comune di Milano – Welfare e Salute