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Film “Naza” ad ottobre
«I politici israeliani e i giornalisti stanno attaccando “NAZA” senza averlo neanche visto» aveva detto Yuval Abraham ritirando il Premio Speciale della Giuria alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia; «crediamo che negare un crimine fa sì che questo possa essere perpetrato, e per questo è importante che nel nostro Paese quante più persone vedano questo film».

Adesso – mentre il documentario arriva per soli tre giorni nelle sale italiane, dal 28 al 30 settembre, distribuito da I Wonder Pictures – Abraham annuncia che a novembre il film sarà disponibile gratuitamente online. «Data l’importanza della questione», scrive su X, «io e Rachel Szor», l’altra regista del documentario, «insieme al Guardian abbiamo deciso di rendere il film disponibile online gratuitamente a tempo indeterminato, affinché chiunque possa ascoltare le testimonianze dei soldati».
Girato clandestinamente sui tetti di Tel Aviv, “NAZA” raccoglie infatti la testimonianza di 24 soldati dell’IDF che ricostruiscono il sistema di uccisione di civili a Gaza; «nell’ultima settimana è circolata molta disinformazione su di noi e sul film. L’opera è frutto di tre anni di approfondita inchiesta giornalistica e i dettagli sono stati verificati e incrociati. Il film parlerà da sé, e alla fine la verità verrà a galla».
La critica al proprio Paese «non è tradimento», scrive ancora: «è un dovere di ogni cittadino il cui Governo commette crimini sapere, e di ogni militare che ne è stato testimone raccontare. Ci sono migliaia di soldati che guarderanno il film e riconosceranno ciò che è descritto: l’uccisione di persone disarmate che attraversano una linea immaginaria, le centinaia di autorizzazioni per il fuoco, gli attacchi sistematici nelle case delle famiglie, l’incendio e la distruzione fisica di Gaza, omicidi e spari su persone affamate nei centri di distribuzione alimentare e altri crimini senza giustificazione».
Einfine promette, nonostante le numerose minacce ricevute: «Rachel e io torneremo in Israele, e continueremo a lottare per il futuro di questo luogo, insieme a molti compagni di strada».