| di Claudio Arrigoni
Settembre 2006, il prato dello stadio olimpico e paralimpico di Atene. Si erano appena conclusi i Giochi con la Cerimonia di chiusura della Paralimpiade. C’era una ragazzina che vagava, incantata. Minigonna e due gambe al carbonio in bella vista. Perché quando si è atleti paralimpici non è un problema il corpo. Sembrava sola, ma non lo era. Un membro dello staff della squadra americana si avvicinava e chiedeva: “Se devi parlare con Jess, prima fallo con me. E’ ancora molto giovane, parliamo insieme.” Giusto così: Jessica Long, che sarebbe diventata la più grande nuotatrice paralimpica di tutti i tempi, aveva allora 12 anni e ad Atene stava sbocciando. Vinse medaglie di ogni metallo, un fenomeno già in quei giorni.
Anche per far crescere giovani come lei il Comitato Paralimpico Internazionale ha pensato che fosse corretto ci fosse un luogo per giovani, dove potessero mostrare le loro potenzialità e crescere senza troppe pressioni, senza che questo fosse il palcoscenico più grande della Paralimpiade. Perché non tutti sono come Jessica, già campioni giovanissimi.
Ecco che nacquero allora i Giochi giovanili paralimpici, paralleli a quelli che esistono a livello olimpico, che nel tempo sono diventati un punto di riferimento per gli atleti che guardano al futuro. Ecco perché appare importante il risultato che è stato raggiunto dalla delegazione italiana a quelli che si sono appena conclusi in Finlandia, dove gli Azzurri e le Azzurre sono giunti sul terzo gradino del medagliere dietro a Spagna e Francia, mostrando che il movimento paralimpico italiano ha vitalità e pronti i ricambi per le star di oggi.
Nella cerimonia di apertura l’onore di portare la bandiera italiana era toccato allo sprinter Francesco Imperio, in quella di chiusura gli alfieri sono stati Giorgia Fascetta, azzurra di vincitrice di due medaglie d’oro nell’atletica leggera (100 e 400 metri), e Gabriel Da Silva Pelizari, il più giovane giocatore di una Nazionale, quella di basket in carrozzina, che per la prima volta nella storia degli European paralympic young games (Epyg) ha conquistato la medaglia d’oro.
L’Atletica leggera e il tennistavolo sono state le discipline ad aver ottenuto più medaglie, 12 a testa. Nel dettaglio, il tennistavolo porta a casa 3 ori, 3 argenti, 6 bronzi, l’atletica 4 ori, 5 argenti, 3 bronzi. Molto bene anche il nuoto, che conquista 3 ori, 3 argenti, 3 bronzi. Tutti a medaglia gli azzurri del judo, che vince 2 ori e 1 argento. Nella boccia sono 3 le medaglie vinte, 2 d’argento e 1 di bronzo. Due, infine, i podi dagli azzurri dello showdown, per due volte al terzo posto.
Sono giuste le parole di Luca Pancali, presidente storico del Cip: “L’Italia chiude gli Epyg2022 con un risultato eccezionale che ci proietta tra i primi tre Paesi europei nello sport paralimpico giovanile. Un bilancio che ci riempie di soddisfazione e che ci fa guardare al futuro con ottimismo. Una nuova generazione di campioni sta crescendo nel modo migliore e potrà dare il proprio contributo alle sfide paralimpiche che verranno. Complimenti, dunque, alle atlete e agli atleti per le tante medaglie conquistate e per aver brillato in tutte le discipline. Ci avete reso orgogliosi e avete portato in alto il nome dell’Italia. Voglio esprimere un ringraziamento ai tecnici e alle Federazioni per il prezioso lavoro svolto nonché a tutti i componenti di una Delegazione azzurra che ha scritto un’altra bellissima pagina di storia dello sport paralimpico”.
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