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Giornata internazionale della sordocecità, la storia di Francesco: Più diritti perché non vogliamo sentirci “diversi”
Salute del 24/06/2022
Il 27 giugno in molte città italiane ci sarà un’esplosione di colori in occasione della Giornata internazionale per la sordocecità: un’occasione per sensibilizzare, ma anche per rinnovare la lotta per ottenere la parità di trattamento, di opportunità e l’esercizio reale dei diritti
“Mi sono sentito discriminato tante volte, e per i motivi più diversi. Spesso però non tanto a causa della carenza di leggi, quanto per l’ignoranza e per la mancanza di una cultura inclusiva nelle persone”. A parlare è Francesco Mercurio, cieco dalla nascita e sordo dall’età di dieci anni. Oggi è Presidente del Comitato delle persone sordocieche della Fondazione Lega del Filo d’Oro. Come lui, in Italia e nel mondo, in molti convivono con questa forma di disabilità, senza trovare ancora la giusta attenzione e il dovuto sostegno da parte della società. Proprio per questo, il 27 giugno, in occasione della Giornata internazionale della sordocecità, si tiene l’iniziativa globale “Yarn Bombing”, una forma di street art pensata per aumentare la conoscenza della sordocecità come disabilità unica e specifica, che coinvolgerà in un’esplosione di colori diverse città anche nel nostro Paese.
Da bambino Francesco frequentava una scuola per ciechi, in cui aveva trovato sostegno e in cui si sentiva a suo agio, ma quando è sopraggiunta anche la disabilità uditiva si è sentito ancora una volta ‘diverso’, anche fra i suoi amici. Dalla scuola per ciechi è passato sotto l’ala della Fondazione Lega del Filo d’Oro, una Onlus presente in gran parte del territorio italiano che assiste, educa, riabilita e reinserisce nella società bambini e adulti diversamente abili, sordociechi e pluriminorati psicosensoriali.
“La Lega del Filo d’Oro è stata, ed è, fondamentale nella mia vita. Qui, quando ero adolescente e confuso, perché cominciavo a perdere seriamente l’udito, ho trovato un’identità, dei modelli a cui ispirarmi, una rete di sostegno che mi ha dato gli strumenti per affrontare la sordocecità. Di questa rete, oggi sono parte attiva. E vorrei continuare ad esserlo più a lungo possibile”, racconta.
Una laurea con il massimo dei voti
Francesco ha finito gli studi e poi si è laureato con il massimo dei voti in Giurisprudenza con una tesi che parlava proprio dei diritti delle persone con disabilità nella società, e delle lacune normative che non ne consentono la reale inclusione nel mondo. La forza di Francesco è il suo tratto distintivo ed è un motore inesauribile per sé stesso e per tutte le persone che incontra nella Fondazione e fuori. Ha sempre lottato per i propri diritti e per quelli delle altre persone con disabilità, tanto che oggi è il presidente del Comitato delle persone sordocieche della Fondazione Lega del Filo d’Oro.
Momenti di sconforto
“È stata molto dura concludere gli studi, soprattutto la laurea. E certamente penso che i momenti di sconforto siano inevitabili, in qualche modo fisiologici, come gli infortuni di uno sportivo. Dove trovo la forza?… Dappertutto, in ogni persona bella che incontro nel mio cammino, in ogni cosa bella della vita, per piccola che sia, ma soprattutto, in definitiva, in me stesso. La mia famiglia vive lontana (abito da solo) ma un tempo è stata molto importante nel sostenermi”.
La giornata
In Italia, la strada per il pieno riconoscimento dei diritti delle persone con sordocecità è ancora lunga, nonostante il Parlamento europeo l’abbia riconosciuta una disabilità specifica nel 2004 e l’Italia abbia adottato la legge 107/2010. Sono diciotto le città italiane che, in occasione della Giornata internazionale della sordocecità, prenderanno parte alla seconda edizione dello “Yarn Bombing”, che letteralmente significa “esplosione dei filati”. L’iniziativa, nel nostro paese, è organizzata dalla Lega del Filo d’Oro e, come dicevamo, si farà “sentire” con un’esplosione di manufatti colorati di filo che rivestiranno spazi pubblici, monumenti, parchi e oggetti simbolici di diverse città italiane. Sono stati realizzati dagli ospiti dei centri italiani della Fondazione, a maglia o all’uncinetto.
Scegliere un’esplosione di colori per simboleggiare la sordocecità può sembrare strano, è vero, ma secondo Francesco proprio questo contrasto deve far passare il messaggio che i limiti fisici di cui soffrono queste persone possono essere superati, e che è possibile anche per loro vivere una vita ricca, colorata, entusiasmante se vengono accolte nella società, se non vengono discriminate e se vengono loro riconosciuti i diritti sociali di cui dovrebbero godere. “Come me la immagino? Questa è la domanda più difficile, essendo io nato cieco. Me la immagino riflessa nelle reazioni delle persone che la guardano: gente che ride, che canta, che applaude, che si emoziona, che fa festa”.
di Valentina Guglielmo