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Intervista a Ilaria Galbusera
Da quanto e perché collabori con la Fssi e con il PIS?
Collaboro con la FSSI da molti anni, prima come atleta e poi come volontaria e promotrice di progetti legati allo sport delle persone sorde. Con il Pio Istituto dei Sordi ho iniziato a lavorare più tardi, quando ho compreso quanto fosse importante unire la dimensione sportiva a quella educativa e sociale. Ho scelto di farlo perché riconoscevo, e riconosco ancora oggi, il valore che lo sport porta nella vita delle persone sorde, soprattutto dei più giovani, così come lo ha portato nella mia
Che cos’è per te fare sport e soprattutto il movimento sportivo dei sordi?
Per me lo sport è vita, un percorso di crescita che non finisce mai. Mi ha insegnato la resilienza, la dedizione, la responsabilità verso me stessa e verso gli altri e la capacità di dare valore al lavoro quotidiano, anche quando non si vede subito il risultato. Valori che oggi porto anche nel contesto professionale e personale.
Il movimento sportivo dei sordi è un contesto che permette agli atleti di esprimere talento, motivazione e spirito competitivo, con la possibilità di raggiungere traguardi importanti. Rappresenta anche uno strumento fondamentale di inclusione, perché offre a ciascuno la possibilità di partecipare pienamente, superare barriere sociali e dimostrare che lo sport può valorizzare le capacità di tutti, indipendentemente dalle difficoltà uditive.
Quali valori condividi con il Pio Istituto dei Sordi?
Con il Pio Istituto dei Sordi condivido l’idea che ogni persona meriti di essere ascoltata, valorizzata e sostenuta. L’istituto lavora ogni giorno per creare opportunità reali di inclusione, sviluppo e benessere per le persone con disabilità uditiva, facendo della centralità della persona il vero punto di partenza di ogni progetto.
Come il Pio Istituto dei Sordi ha influito sullo sviluppo dello sport per e con le persone con disabilità uditiva?
Per oltre dieci anni il Pio Istituto dei Sordi ha supportato raduni sportivi fondamentali, diventando un punto di riferimento per la nostra preparazione ad importanti appuntamenti sportivi internazionali, come le Deaflympics.
Il suo impegno ha permesso anche ai più giovani e ai bambini di avvicinarsi allo sport ad alto livello e non, di confrontarsi con altri atleti, di crescere e di coltivare il proprio talento. Grazie a questo sostegno, non solo i singoli atleti hanno potuto migliorare le proprie performance, ma l’intero movimento sportivo dei sordi ha trovato beneficio, continuità, maggiore organizzazione e nuove prospettive di sviluppo.
Racconta un episodio significativo per te legato al mondo dello sport dei sordi con la Fssi e con il Pio Istituto dei Sordi
Ricordo un incontro organizzato con il Pio Istituto dei Sordi e la FSSI con ragazzi e ragazze alla loro prima esperienza di pallavolo.
Con l’allenamento, il gioco condiviso e il confronto con altri atleti con la stessa disabilità uditiva, hanno trovato sicurezza e motivazione.
Quell’esperienza ha mostrato quanto lo sport possa essere fondamentale non solo per migliorare le proprie abilità, è stato bellissimo vedere come li abbia aiutati a sentirsi più sicuri di sé, a divertirsi e a vivere l’esperienza sportiva con entusiasmo e fiducia.

