Progetti sostenuti
Apicoltura e inclusione: in Siria un percorso di autonomia per donne sorde
Il Pio Istituto dei Sordi sostiene l’iniziativa promossa da Associazione Salam in Siria, nella città di Azaz, con l’obiettivo di favorire l’inclusione socioeconomica di 15 donne siriane con disabilità uditiva attraverso un percorso di formazione professionale in apicoltura.
Il progetto nasce per rispondere a una condizione di particolare vulnerabilità. Le beneficiarie, rientrate dal campo di detenzione di Al-Hol e residenti nella provincia di Aleppo, affrontano infatti barriere multiple: isolamento sociale, difficoltà di comunicazione, esclusione dai circuiti economici e scarsità di servizi inclusivi. Ostacoli che incidono non solo sulla loro autonomia, ma anche sul benessere dei nuclei familiari e dei figli, esposti a maggiori rischi di marginalizzazione.
Associazione Salam opera in Siria dal 2018 con interventi rivolti alle popolazioni più vulnerabili colpite dalla crisi siriana. Nel 2026 ha avviato un progetto di agricoltura sostenibile su sette ettari di terreno nella zona di Azaz, dove sono già state avviate coltivazioni di zafferano, ceci e cumino. Queste attività agricole stanno offrendo opportunità di lavoro a 60 donne e costituiscono il contesto ideale per sviluppare anche un apiario produttivo.
La presenza di coltivazioni già attive garantirà alle api un ambiente favorevole, con nutrimento adeguato per le covate e per la produzione di miele. L’apiario sarà gestito dalle 15 donne coinvolte nel progetto e sarà collegato a un laboratorio di smielatura, così da creare una filiera locale capace di generare competenze, reddito e partecipazione sociale.
Salam metterà a disposizione il materiale necessario per l’avvio dell’attività, già presente nella propria sede in Abruzzo: 100 arnie, attrezzature per le beneficiarie e macchinari per la realizzazione del laboratorio di smielatura. Il contributo del Pio Istituto dei Sordi sosterrà l’invio del materiale in Siria tramite container, rendendo possibile l’avvio operativo del progetto.
Formazione accessibile e competenze professionali
Nel primo trimestre del progetto, tra marzo e giugno 2026, sono state avviate le attività di selezione e formazione. Le beneficiarie sono state individuate attraverso incontri informativi e colloqui individuali, in collaborazione con i rappresentanti della comunità locale. La selezione ha tenuto conto di criteri condivisi e trasparenti, tra cui la condizione di disabilità uditiva, la residenza ad Azaz, la fragilità economica del nucleo familiare, l’assenza di opportunità lavorative stabili e la motivazione a partecipare all’intero percorso.
Il percorso formativo è stato pensato per garantire la piena accessibilità delle attività didattiche. La metodologia privilegia un approccio pratico e partecipativo, con dimostrazioni sul campo, strumenti visivi, esercitazioni e modalità comunicative inclusive. I primi moduli hanno riguardato l’introduzione al settore apistico, l’importanza delle api per l’ambiente e la sicurezza alimentare, la struttura dell’alveare, l’organizzazione della colonia, l’utilizzo delle attrezzature e le norme di sicurezza durante il lavoro con le api.
Un modello di inclusione fondato sulle capacità
L’apicoltura rappresenta una scelta significativa sia dal punto di vista economico sia da quello sociale. È un’attività sostenibile, progressivamente ampliabile nel tempo, che può contribuire all’integrazione del reddito familiare attraverso la produzione di miele e di altri prodotti dell’alveare. Allo stesso tempo, consente alle donne coinvolte di acquisire competenze riconoscibili, rafforzare la fiducia nelle proprie capacità e partecipare in modo più attivo alla vita della comunità.
Il progetto contribuisce inoltre a promuovere una diversa percezione della disabilità uditiva nel contesto locale. In presenza di strumenti adeguati, percorsi formativi accessibili e opportunità concrete, le donne sorde possono diventare protagoniste di attività produttive, contribuendo allo sviluppo economico del territorio e al miglioramento della qualità della vita propria e delle proprie famiglie.
Con questo intervento, il Pio Istituto dei Sordi conferma il proprio impegno nel sostenere progetti capaci di mettere al centro la persona con disabilità uditiva, promuovendo inclusione, autonomia e partecipazione sociale anche nei contesti internazionali più fragili.