Progetti sostenuti

CBM Italia ETS – Progetto Gaza


 

La Fondazione ha deliberato un contributo straordinario in favore di C.B.M. Italia che sta realizzando un progetto a Gaza, in collaborazione con una ONG palestinese, per coinvolgere ragazzi sordi nella preparazione dei pasti per i tantissimi profughi, causati dai bombardamenti israeliani.

La Fondazione ha erogato un contributo di € 3.000,00.

La Fondazione, nel CDA dell’8 ottobre 2025, anche in seguito della gravissima crisi umanitaria in corso a Gaza e nell’intera Palestina, ha deliberato di erogare un contributo straordinario destinato a persone con disabilità uditiva: la Fondazione ha quindi deliberato di erogare un contributo economico di € 3.000 alla C.B.M., in aggiunta a quanto già erogato nella primavera di quest’anno.

Contesto

La popolazione della Striscia di Gaza vive una crisi umanitaria senza precedenti: secondo i dati ONU* (Rapporto UNCTAD 2024) oltre l’80% della popolazione dipende dagli aiuti umanitari e chi sopravvive ai bombardamenti soffre la fame.

In situazioni di emergenza come questa, le persone con disabilità sono ancora più vulnerabili poiché spesso non sono incluse nei piani di salvataggio, i loro ausili (come bastoni o sedie a rotelle) possono danneggiarsi, strade e infrastrutture non sono percorribili, non riescono ad accedere agli aiuti.

Un altro fattore di rischio riguarda il tasso di occupazione: secondo gli ultimi rapporti della Banca Mondiale (organizzazione internazionale per il sostegno allo sviluppo e la riduzione della povertà), il 90% delle persone con disabilità è senza lavoro a causa del conflitto in corso.

Proposta progettuale in corso

È in questo contesto che è nato nel giugno 2024 il progetto Inclusive Community Kitchen – cucina comunitaria inclusiva – sostenuto da CBM insieme ad Atfaluna Society for Deaf Children, partner sul territorio, che promuove l’inclusione sociale, educativa ed economica delle persone sorde nella Striscia di Gaza. CBM Italia ad aprile 2025 si è unita nel supportare questo progetto per dare continuità alla risposta all’emergenza, a fronte delle continue necessità della popolazione.

La cucina comunitaria ogni giorno fornisce pasti caldi e nutrienti a 250 famiglie sfollate (circa 1.750 persone) nella città di Deir Al Balah, al centro della Striscia di Gaza. A organizzare le operazioni quotidiane, preparare e consegnare i pasti da giugno 2024 e fino a maggio di quest’anno ci sono 20 giovani (10 uomini e 10 donne) con disabilità uditive, diplomati in corsi di cucina, regolarmente assunti.

L’Inclusive Community Kitchen è una vera e propria cucina dotata di tutte le attrezzature necessarie per preparare e conservare i pasti, un luogo di supporto per le famiglie, ma anche uno spazio di realizzazione personale in cui i giovani uomini e donne con disabilità uditive sono al centro della risposta emergenziale.

Il progetto permette loro di acquisire competenze preziose e raggiungere l’indipendenza economica necessaria a prendersi cura delle proprie famiglie, poiché spesso sono gli unici a poterlo fare; come nel caso di Wafa, una giovane donna sorda, mamma di 4 figli sordi, che non riusciva a trovare un impiego a causa della sua disabilità, fino a quando Atfaluna le ha offerto un posto nella cucina comunitaria.

L’istituzione di una cucina comunitaria con personale di giovani con disabilità uditive rappresenta un’opportunità unica per affrontare l’insicurezza alimentare e promuovere l’inclusione sociale nella Striscia di Gaza.

Attività e risultati attesi

Obiettivo dell’intervento è fornire pasti nutrienti alle famiglie colpite dal conflitto e sfollate nella Striscia di Gaza, alleviando l’insicurezza alimentare e la malnutrizione. Queste le attività previste:

  1. Miglioramento della sicurezza alimentare: 250 famiglie colpite da conflitti avranno accesso a pasti regolari, riducendo la loro vulnerabilità all’insicurezza alimentare e alla malnutrizione.
  • Istituzione della cucina comunitaria: allestimento di una cucina centrale dotata di attrezzature per cucinare e spazio di stoccaggio per preparare e conservare i pasti.
  • Distribuzione di pasti giornalieri a 250 famiglie.
  1. Empowerment dei giovani con disabilità: 20 giovani con disabilità uditive acquisiranno preziose competenze e opportunità di lavoro, migliorando la loro indipendenza economica.
  • Generazione di reddito: Impiegare 20 giovani con disabilità che si sono diplomati in corsi di arti culinarie
  1. Inclusione sociale: lavorando a fianco dei loro coetanei nella cucina della comunità, i giovani con disabilità uditive sfideranno gli stereotipi e promuoveranno l’accettazione e l’inclusione all’interno della comunità.

 

Aggiornamento dal campo:

  • Messaggio arrivato dal partner di CBM del 6 maggio:

Ieri, un tragico incidente si è verificato nei pressi della nostra cucina comunitaria inclusiva a Gaza City, dove cinque membri dello staff dell’Atfaluna Society for Deaf Children sono rimasti feriti a causa di un attacco aereo nelle vicinanze che ha preso di mira un’auto di passaggio. Tra i feriti c’erano Hala e Khadija, entrambe con disabilità uditive, e Shaymaa, Abd Allah e Mahmoud. Le ferite sono state riportate dalle schegge e dall’esplosione. Questo incidente si è verificato mentre il team stava ultimando l’ultimo turno della giornata e preparando pasti caldi da distribuire alle famiglie sfollate colpite dalla guerra.

Questi devastanti momenti di paura sono stati traumatici per i membri del nostro team con disabilità uditive, che hanno vissuto il bombardamento senza il beneficio di allarmi acustici. Lo shock e l’impatto psicologico dell’incidente sono stati profondamente sentiti da tutto il personale di Atfaluna, con e senza disabilità.

Il nostro personale stava svolgendo la propria missione umanitaria con profonda dedizione alla propria comunità. Proteggere gli operatori umanitari, con e senza disabilità, è una responsabilità fondamentale ai sensi del diritto internazionale umanitario. È importante sottolineare con forza che ai lavoratori con disabilità, che già affrontano rischi aggiuntivi, deve essere garantita la sicurezza in qualsiasi conflitto e crisi.

Atfaluna e molte organizzazioni della società civile impegnate nella Striscia di Gaza stanno facendo tutto il possibile per aiutare le persone a Gaza a mantenere la propria dignità e a sopravvivere a questo periodo di crisi. Esprimiamo profondo rispetto e gratitudine per il nostro coraggioso team sul campo e rimaniamo fermamente impegnati a raggiungere ogni persona bisognosa attraverso risposte umanitarie inclusive e compassionevoli.

Risorse:

Gaza e gli aiuti umanitari: tra mercato nero, arma di guerra e diritti negati – IrpiMedia

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