I nostri progetti
Crescere insieme attraverso lo sport: dai primi passi del vivaio ai sogni della Nazionale
Lo sport è un linguaggio universale che unisce persone, crea relazioni e offre occasioni concrete di crescita.
Per il Pio Istituto dei Sordi, sostenere l’attività sportiva significa investire nelle capacità delle persone sorde – e in particolare nei giovani -, accompagnandole in percorsi che favoriscono autonomia, fiducia nelle proprie risorse e partecipazione alla vita sociale. Una visione che trova espressione in molte iniziative diverse tra loro, ma accomunate dagli stessi valori.
Nelle scorse settimane il Pio Istituto dei Sordi ha sostenuto due importanti raduni sportivi: quello della squadra femminile Under 14 di pallavolo del Vivaio Sport Sordi a Cemmo e quello di preparazione della Nazionale sordi maschile Under 21 di pallacanestro al Centro Asteria di Milano. Due esperienze che rappresentano momenti differenti di un unico percorso: quello che accompagna ragazze e ragazzi dalla scoperta dello sport fino ai più alti livelli della competizione internazionale.
A Cemmo si è conclusa la stagione della squadra femminile Under 14 del Vivaio Sport Sordi.
Il raduno, ospitato presso l’Istituto delle Suore Santa Dorotea, ha rappresentato un’occasione per consolidare il gruppo, vivere momenti di condivisione e celebrare un anno ricco di allenamenti, impegno e crescita personale. Accanto all’attività sportiva, le ragazze hanno avuto la possibilità di conoscere il territorio della Valle Camonica e di partecipare a un torneo organizzato grazie alla collaborazione con realtà sportive locali, sperimentando così il valore dell’incontro e dello scambio.
Come ha sottolineato l’allenatrice Ginevra Bocconcelli, il risultato più importante della stagione è stata la crescita del gruppo: la capacità di fidarsi reciprocamente, di comunicare in modi diversi, di affrontare insieme le difficoltà e di trasformarle in occasioni di miglioramento.
Un’esperienza che dimostra come lo sport possa diventare uno strumento educativo capace di sviluppare competenze relazionali, autonomia e consapevolezza.
Pochi giorni dopo, al Centro Asteria di Milano, si è svolto l’ultimo raduno della Nazionale sordi maschile Under 21 di pallacanestro prima della partenza per il Campionato Mondiale di categoria in Polonia.
I giovani azzurri hanno lavorato per perfezionare gioco, intesa e strategie, accompagnati dallo staff tecnico della Federazione Sport Sordi Italia. Dietro la partecipazione a una competizione internazionale ci sono mesi di allenamenti, sacrifici, determinazione e il sostegno costante delle famiglie e delle comunità di appartenenza.
Il raduno milanese è inoltre stata l’occasione per il coinvolgimento di uno studente in alternanza scuola-lavoro presso il Pio Istituto dei Sordi, che ha documentato l’esperienza attraverso un servizio fotografico e alcune preziose interviste agli atleti.
Due appuntamenti distinti che raccontano un’unica storia: da una parte le ragazze che muovono i primi passi in un percorso sportivo e imparano il valore del gruppo, dall’altra giovani atleti che si preparano a rappresentare il proprio Paese in una competizione mondiali, nel mezzo un cammino fatto di opportunità, sostegno educativo, relazioni significative e fiducia nelle proprie capacità.
È proprio qui che emerge il significato più profondo dell’inclusione nello sport.
Inclusione significa andare oltre l’accesso alla pratica sportiva e creare contesti in cui ogni persona possa esprimere il proprio potenziale, costruire legami, sviluppare competenze e immaginare il proprio futuro senza che la sordità rappresenti un limite alle aspirazioni.
Attraverso il sostegno a progetti sportivi rivolti alle giovani generazioni e alle rappresentative nazionali, il Pio Istituto dei Sordi rinnova il proprio impegno a favore di una cultura dell’inclusione che mette al centro le persone, i loro talenti e il loro diritto a partecipare pienamente alla vita sociale. Perché ogni allenamento, ogni partita e ogni esperienza condivisa contribuiscono a costruire una comunità più aperta, consapevole e capace di valorizzare le differenze come una risorsa.
“Ho iniziato a giocare in nazionale tre anni fa. Il mio primo raduno è stato a Forlì; un’esperienza stupenda, mi sentivo un po’ in ansia perché era la prima volta in cui giocavo senza apparecchi.
Ora invece sto migliorando e ci sono anche dei lati positivi e quindi questa cosa mi rende molto orgoglioso. Sono contento!”
Sasha Salombela – atleta della Nazionale italiana sordi pallacanestro Under 21
“Il confronto dei giovani atleti sordi della Nazionale nello spogliatoio non cambia rispetto alle squadre udenti: ridono e scherzano, ci sono gioie e dispiaceri, momenti di vittoria e di sconfitta.”
Mario Santarelli – viceallenatore della Nazionale italiana sordi pallacanestro Under 21
“Partecipare è un’opportunità per crescere sempre di più, per migliorare, conoscere cose nuove fare squadra. È bello e spero di continuare
Sicuramente torno a casa con la consapevolezza di aver imparato cose nuove.
Il mio sogno è quello di arrivare ad indossare la maglia azzurra in nazionale, spero che avverrà. Vediamo!”
Viola Panucci – atleta della squadra femminile Under 14 del Vivaio Sport Sordi



