Se i problemi dell’udito diventano epidemia sociale

Domani, ai giardini di via Palestro, la tappa milanese del tour italiano di Audika. Controlli gratuiti per tutti.

MILANO. Dedicato a chi tiene il volume del televisore al massimo incurante delle proteste dei vicini, a chi dice sempre di sì anche quando dovrebbe dire di no, dedicato a chi al cinema si perde i dialoghi più belli o alle feste non scambia due parole con chi gli sta intorno. Dedicato a chi non sente il campanello e neppure il trillo del telefono.
È proprio a loro, ai «duri di orecchie» che viene dedicata la giornata del controllo dell’udito che domani verrà festeggiata da grandi e piccini a Milano.
L’appuntamento è ai Giardini Palestro (Indro Montanelli) dove in un grande tendone messo a disposizione della Croce Rossa cittadini di tutte le età possono effettuare un controllo gratuito dell’udito. Ma, ovviamente, la fetta di utenza più nutrita è quella degli adulti più avanti con gli anni. Non a caso la campagna nazionale si chiama «Nonno ascoltami», e interessa l’intera penisola. Coinvolge infatti 15 regioni, 36 città e ben 10 milioni di cittadini in tutta Italia. L’evento per la sua valenza sociale è patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, ministero della Salute e promosso a Milano grazie al sostegno di Audika.

Tra i protagonisti della campagna spiccano dunque proprio i nonni, perché sono loro ad essere più colpiti dalla ipoacusia che, superati i 65 anni, interessa due persone su tre. Ma nonostante questo deficit in molti casi invalidante, solo il 25% porta la protesi acustica.
C’è infatti una sorta di diffidenza diffusa nell’accettare un apparecchietto considerato una sorta di intruso. Psicologicamente, poi, gli anziani non accettano di arrendersi al tempo che passa e quindi rifiutano di farsi aiutare per un handicap che non si vede (ma si sente).
Serve dunque una nuova cultura dell’ascolto per accrescere la schiera di chi si è arreso a rimediare ai disturbi dell’udito solo dopo avere fatto trascorrere anni senza accettare seriamente il problema.

Domani, invece, i nonni di Milano che sospettano di avere delle difficoltà uditive possono affidarsi a degli esperti ed effettuare un primo screening, magari accompagnati dai nipotini a cui sono dedicate attività ludiche nel parco. Dopo il controllo, se sarà necessario, verrà consigliato dai tecnici un esame più approfondito. Del resto, è meglio porre riparo senza perdere tempo. «L’apparecchio acustico è un percorso riabilitativo che garantisce effetti positivi – dice il professor Enrico Fagnani, audiologo dell’Ospedale Ca’ Granda di Milano – Dopo due o tre anni l’udito migliora».

Una notizia che deve confortare tutti coloro che considerano la graduale perdita dell’udito solo un male legato all’inevitabile vecchiaia che avanza. In realtà secondo l’Oms il 28% della popolazione mondiale soffre di disturbi uditivi e già dai 45 anni si avvertono i primi segnali di presbiacusia, cioè il decadimento della capacità uditiva.

La società moderna poi peggiora la situazione a causa dei rumori molesti esterni che danneggiano il nostro udito. Anche se, lo diciamo soprattutto alle mamme apprensive, non è così scontato che le cuffiette che usano i nostri figli per diverse ore al giorno siano dannose.
«Ascoltare la musica con gli auricolari non ha effetti negativi. Il trauma acustico ha una predisposizione genetica – aggiunge Fagnani – Piuttosto attenzione alla musica in discoteca, fa malissimo all’udito e consiglierei ai ragazzi dei filtri musicali per evitare danni».

Ogni età ha la sua croce, dunque, e per Mauro Menzietti, presidente onorario e fondatore di Nonno ascoltami «i problemi dell’udito sono diventati una sorta di epidemia sociale soprattutto tra gli anziani che tendono a isolarsi non solo nella società ma anche in famiglia».
Ed è per questo che l’ideatore dell’iniziativa spiega che la giornata dedicata ai controlli per l’udito «diventa anche un evento sociale che, prendendo spunto dalla Festa dei Nonni, richiama in piazza tutta la famiglia.
«È la Sanità che va incontro alle persone – conclude Menzietti – riunendo in un unico evento tutte le figure professionali coinvolte nella tutela della salute: medici chirurghi, otorini, audioprotesisti, audiometristi».

di Enza Cusmai

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«Non ci si accorge del calo uditivo».

Marco Capellupo: «Ecco perché i controlli preventivi sono importanti»

L’ipoacusia è una situazione che, in genere, insorge per l’invecchiamento dell’orecchio che non recepisce più correttamente i suoni, perdendo progressivamente la sensibilità.

Marco Capellupo, esperto in tecniche audioprotesiche di Audika racconta la sua esperienza a contatto con le persone che, pur avendo problemi di udito, faticano ad ammetterlo: «Le persone che hanno un calo uditivo, generalmente adulti, convivono con questa condizione senza rendersene conto, finché qualcuno non la sottolinea».

A questo punto entra in gioco la componente psicologica che pone delle resistenze, poiché la maggior parte delle persone ha bisogno di tempo per elaborare l’informazione. Non è semplice accettare questa condizione e diventa difficile pensare a come porvi rimedio. Una volta superata questa fase, la strada è in discesa.
«A questo punto – continua Capellupo – si interviene con un’analisi approfondita e precisa della situazione audiologica della persona, per iniziare un percorso correttivo attraverso una moderna soluzione acustica. L’aiuto decisivo viene dall’audioprotesista, una figura professionale in grado di analizzare i bisogni e scegliere il rimedio pertinente, personalizzandolo».

In che modo? «Stiamo parlando di tecnologia sofisticata: come dei piccoli computer, i microprocessori in 4mm x 4mm sono in grado di selezionare i suoni e i rumori dell’ambiente circostante, analizzandoli e scegliendo la migliore condizione di ascolto, massimizzando il risultato».

A quanto pare, non basta la tecnologia: «Vero. Occorre un professionista capace di adattare l’apparecchio, altrimenti non si ottengono benefici: è molto importante il rapporto tra l’audioprotesista e la persona che si deve affidare alle nostre competenze. Fondamentale è la precocità della diagnosi. Purtroppo, qui in Italia, non è molto diffusa la cultura della prevenzione dei disturbi dell’udito, tanto che i primi approcci di correzione avvengono attorno ai 75 anni, dieci anni dopo rispetto a quelli del Nord Europa. L’iniziativa Nonno ascoltami! è molto importante per sensibilizzare gli italiani a verificare le loro condizioni uditive e risolvere precocemente il problema per evitare un peggioramento della situazione. Perché se il cervello non viene allenato ad elaborare le informazioni che provengono dall’orecchio, andrà impigrendosi sempre di più, rallentando la sua efficienza».

di Michele Traina

Fonte: ilGiornale.it del 21-10-2017