Sordi Mascherine «inclusive» per i farmacisti veronesi
L’Arena del 30/12/2020

VERONA. Mascherine inclusive, con un inserto trasparente che permette la lettura labiale e un dialogo efficace, ma anche protetto, con chi non sente. È la più recente iniziativa di Federfarma Verona e coinvolge le 252 farmacie associate di città e provincia, dove la comunicazione con chi ha una disabilità uditiva è ora possibile grazie all’indosso, da parte del farmacista, di un particolare dispositivo di protezione individuale brevettato dalla ditta Undershield di Padova, che ne ha donato uno per ciascuna farmacia veronese. Si tratta di un Dpi in stoffa e plastica, certificato a norma di legge (dunque un dispositivo sanitario a tutti gli effetti), lavabile e riutilizzabile più volte. Un messaggio solidale che trova ancora una volta in prima linea i professionisti veronesi.

«Con l’iniziativa “Farmacie amiche delle persone sorde e ipoudenti” abbiamo intrapreso un percorso anche culturale che intendiamo ampliare per venire sempre più in aiuto alle persone sorde o ipoudenti», spiega Elena Vecchioni, presidente di Federfarma Verona. Speriamo che anche altre realtà pubbliche e private si adoperino in questo senso, per rendere un po’ più semplice la vita a chi, di difficoltà, ne vive tante». L’efficacia della mascherina non ha più bisogno di essere dimostrata in questo momento di grande emergenza, tanto che vige ovunque l’obbligo di indossarla. Eppure per moltissime persone con problemi di udito, che hanno bisogno della lettura labiale per interagire con il proprio interlocutore, una bocca coperta è una fonte di enorme stress e disagio. «Troppo spesso siamo trattati in malo modo e il paradosso è che il più delle volte le persone con cui vorremmo comunicare per “farsi capire” alzano la voce e poi se la prendono con noi se, ovviamente, non sortiscono alcun effetto», sottolinea Pierluigi Corbellari, vicepresidente della sezione provinciale dell’Ente Nazionale Sordi, accompagnato dall’interprete Manuela Giuliani. «Con la pandemia la situazione è precipitata, proprio a causa delle mascherine che ci impediscono anche quel minimo rapporto – continua Pierluigi Corbellari -.

L’iniziativa di Federfarma Verona, sensibile alla nostra situazione, ci fa ben sperare nel futuro ovvero la creazione di una coscienza collettiva che si apra ai sordi». «Riflettendo sulle esigenze delle persone sorde abbiamo ritenuto che noi farmacisti per primi dovevamo essere accessibili», commenta Claudia Sabini, responsabile del Comitato rurale di Federfarma Verona, aggiungendo un consiglio per ovviare all’appannamento dell’inserto in plastica: spalmare una goccia di dentifricio sulla parte trasparente interna, fare essiccare e poi eliminare l’eccesso con un panno umido».