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Il lavoro non è soltanto produttività, numeri o obiettivi raggiunti.
È il luogo dove si intrecciano dignità, relazioni e possibilità.
È laboratorio di umanità, se permette la partecipazione di tutti, anche di chi vive fragilità nei sensi, nel movimento o nella mente.
Sergio Astori ci ricorda che un lavoro è davvero buono quando diventa inclusione, quando trasforma la diversità in risorsa, quando apre strade nuove invece di chiuderle.