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Intervista a Filippo Petrolati

Da quanto conosci il Pio Istituto dei Sordi e perché hai deciso di collaborare con la Fondazione?
Conosco il Pio Istituto dei Sordi fin da quando ho cominciato ad occuparmi di temi legati all’inclusione e al diritto alla partecipazione sociale. Nel 2019, quando Fondazione di Comunità Milano era appena nata, il Pio Istituto dei Sordi è stato tra i primi a credere in noi costituendo il Fondo Sordità Milano destinando risorse a progetti per l’’inclusione sociale delle persone con disabilità uditiva nell’area milanese. Da allora ogni anno lanciamo insieme il Bando Inclusione sociale delle persone con disabilità uditiva che ha sostenuto 42 interventi a carattere sociale, culturale, educativo per oltre 158mila euro.
Quali valori condividi con il Pio Istituto dei Sordi?
Il Pio Istituto incarna valori fondamentali — solidarietà sociale, pari opportunità, centralità della persona — che sono in linea con quelli della Fondazione di Comunità Milano. C’è un altro aspetto cui tengo: il Fondo Sordità Milano è nato in memoria dei suoi benefattori. Ecco un altro legame con la cultura del dono cui la Fondazione tiene molto.
Cos’è per te la “disabilità uditiva”?
Partiamo col dire che la disabilità dell’udito è la disabilità sensoriale più diffusa e in crescita a livello mondiale. Dopo diversi anni di collaborazione con il Pio Istituto dei Sordi, ho imparato che esiste una cultura sorda solida e sfaccettata. C’è un modello stereotipato della disabilità che occorre superare, sia con l’empowerment delle persone sorde e ipoacusiche, sia con lo scambio di prassi e conoscenze con le persone prive di disabilità uditive.
Perché una persona o una azienda dovrebbe sostenere le attività e l’impegno del Pio Istituto dei Sordi?
Il Pio Istituto dei Sordi è una istituzione milanese e mai termine fu più azzeccato. A fondarlo fu il Conte Paolo Taverna intorno al 1850. Da allora è un riferimento per la comunità sorda e un esempio di organizzazione filantropica capace di trasformarsi nel tempo, interpretando la sua missione alla luce dei bisogni emergenti. In poche parole, direi che la sua solidità valoriale e lo spirito ambrosiano che incarna sono elementi attrattivi per un donatore.
Puoi raccontarci un episodio significativo per te legato al Pio Istituto dei Sordi o, più in generale, alla sordità?
Mi viene in mente la nostra Agorà Donatori della Fondazione di Comunità Milano di qualche anno fa. Decidemmo di fare vivere ai nostri ospiti un’esperienza sensoriale della sordità grazie all’Associazione Fedora e al Laboratorio Silenzio, che il Fondo Sordità Milano del Pio Istituto dei Sordi ha sostenuto. Abbiamo installato pedane sensoriali che trasformano il suono in vibrazione, permettendone la percezione anche alle persone sorde. Ricordo decine di ospiti sdraiati, completamente coinvolti da una piccola epifania rispetto all’accessibilità della fruizione culturale più “comune”, quella musicale.
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Filippo Petrolati è direttore della Fondazione di Comunità Milano e Benemerito del Pio Istituto dei Sordi.
Fondazione di Comunità Milano è nata nel 2019 grazie a Fondazione Cariplo per promuovere la cultura del dono e costruire legami tra chi ha risorse da mettere a disposizione e chi lavora ogni giorno per migliorare la vita nelle nostre comunità, si occupa di progetti sociali, culturali e ambientali, a Milano città e in altri 56 comuni della Città Metropolitana — tra Sud Ovest, Sud Est e l’area dell’Adda Martesana. Filippo Petrolati prima di arrivare alla Fondazione di Comunità Milano, ho lavorato in Fondazione Cariplo e ha fatto esperienza della cooperazione sociale e internazionale. Si è laureato in Giurisprudenza nel ’98, ma da sempre vicino al sociale ha fatto un master alla SDA Bocconi in Management delle imprese non profit.