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VITA – Social worker, senza di loro perdiamo tutti
Presentare un “Manifesto del lavoro sociale” e raccontare le professioni della cura — educatrici e educatori, insegnanti, assistenti sociali, operatrici e operatori delle Rsa, psicologhe e psicologii, Oss, badanti — non è un atto di cronaca, ma un atto culturale e politico. È la scelta di portare finalmente sotto i riflettori chi lavora nell’ombra, chi fa un mestiere che la società finge di rispettare e invece tratta con una noncuranza che rasenta il disprezzo, come dice in una delle pagine di questo numero lo scrittore Maurizio De Giovanni parlando degli assistenti sociali. Parte da questa considerazione un lavoro di approfondimento di quasi 80 pagine sulla fatica, il burnout, la mancanza di riconoscimento sociale ed economico di chi lavora nel sociale. Ma nel servizio di copertina non ci limitiamo all’inchiesta, alla fotografia del reale. In questo numero infatti proviamo anche a immaginare possibili via d’uscita concrete e realizzabili.
Ad aprire le 136 pagine del numero trovate l’ormai consueta caricatura di Gavino Sanna “La Via Trucis”, questa volta dedicata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’editoriale è firmato dal direttore Stefano Arduini: “Dall’economia dei consumi individuali all’economia del valore condiviso”. Nella prima parte del giornale che abbiamo chiamato Societas-sguardi inediti sulla realtà trovate le rubriche di Rosy Russo, Ivana Pais, Matteo Riva, Salvatore Garzillo, Giuseppe Frangi, il Teatro del Lunedì, Maurizio Crippa, Eraldo Affinati e il meglio del mese appena trascorso delle newsletter “ProdurreBene” di Giampaolo Cerri e “Dire, fare, baciare” di Sara De Carli.
Nella terza sezione del giornale, Communitas-costruttori di relazioni, Chiara Ludovisi mette la lente su un numero straordinario: 158mila. Ovvero i ragazzi e le ragazze che hanno fatto richiesta di un posto di servizio civile. Record storico. Il problema è che i posti sono la metà. Oltre agli altri contenuti che trovate nell’indice qui sotto, segnaliamo le rubriche di Stefano Granata e Sergio Gatti e il ritratto di Ilaria Villa, direttrice generale di Fondazione Telethon e change maker del mese di maggio. Il focus di ProdurreBene, al solito curato da Giampaolo Cerri, mette sotto la lente il “caso Pfas” e le aziende che, a dire il vero timidamente, provano a mettere un freno all’uso di questi pericolosi inquinanti. Infine l’intervista all’abbonata del mese: Manuela Allemano.