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Da borsista a medico: la storia di Stefano Pratola
Vincitore della Borsa di Studio PIS 2022, oggi specializzando in Otorinolaringoiatria all’Università di Padova.
Stefano Pratola è nato in un piccolo paese dell’Irpinia, in provincia di Avellino, dove ha vissuto e studiato fino ai diciannove anni.
Superato il test di ingresso, si è trasferito a Padova per frequentare Medicina e Chirurgia: un percorso che si è concluso nel giugno 2024 con una tesi sulla chirurgia dello schwannoma vestibolare e sull’esito funzionale del nervo facciale.
Dopo la laurea ha lavorato come medico della Continuità Assistenziale e nelle RSA, prima di iniziare, nel novembre 2025, la specializzazione in Otorinolaringoiatria, sempre a Padova.
Un annuncio trovato per caso
Stefano ha conosciuto il Pio Istituto dei Sordi quasi per caso, leggendo il bando delle Borse di Studio pubblicato sul sito dell’Università di Padova. All’epoca si manteneva con piccoli lavori e teneva d’occhio le pagine dedicate a premi e borse di studio per cogliere ogni opportunità utile.
Un incontro che ha lasciato il segno
La premiazione è stata per Stefano un’occasione di arricchimento personale, resa preziosa dal confronto con altri studenti sordi, ciascuno con la propria storia, la propria formazione, la propria natura umana.
“Il confronto con l’altro, con persone con il mio stesso problema coniugato in diverse sfumature di formazione, esperienze e natura umana, mi ha ricordato quanto la sordità sia parte fondamentale della mia persona.”
Quell’incontro è stato uno dei motori che lo hanno spinto a scegliere la specializzazione in Otorinolaringoiatria, rafforzando il desiderio di restituire, nel proprio piccolo, un contributo personale a questo mondo.

Protesi colorate, per scelta
In occasione della premiazione, Stefano ha ripensato anche a un gesto quotidiano che lo rappresenta: la scelta di indossare protesi acustiche colorate, mai di un neutro color carne o dello stesso colore dei capelli.
“Si nasconde solo ciò di cui si ha vergogna o che si percepisce essere diverso dalla normalità. Discostarsi dall’ordinario, anche quando si tratta di una disabilità, non si traduce necessariamente come un minus; abbiamo tanto da offrire alla realtà che ci circonda, anche semplicemente una prospettiva differente.”
Un fonendoscopio, per continuare il percorso
La Borsa di Studio del Pio Istituto dei Sordi gli ha offerto, racconta, la possibilità di fermarsi un attimo ad analizzare il proprio percorso – un’occasione non scontata nella frenesia della quotidianità – e di osservare quanto avesse già costruito, avvicinandosi sempre di più alla persona che desiderava diventare.
Una parte della borsa l’ha investita nell’acquisto di un fonendoscopio adatto alla propria ipoacusia: un passo concreto nella direzione che era sempre più certo di voler percorrere.