Resta informato
Scopri tutte le notizie e rimani aggiornato iscrivendoti alla newsletter
Giulio Tarra – La rivista del Pio Istituto dei Sordi di Milano
di Anna Debè
Edizioni Pensa Multimedia
Collana Pubblicazioni storiche PIS
Al centro del volume si colloca l’analisi della rivista «Giulio Tarra», che accompagna le vicende del Pio Istituto dal 1891. Dedicata al primo e celebre rettore dell’Ente, con il suo avvio i promotori si proponevano di raggiungere i giovani sordi italiani, in particolare coloro che avevano frequentato i convitti milanesi, affinché la formazione ricevuta potesse consolidarsi anche dopo le dimissioni, attraverso articoli di carattere educativo, morale e religioso. Tra i numerosi periodici italiani specializzati sull’educazione e sull’assistenza dei sordi, «Giulio Tarra» rappresenta, di fatto, il “nonno” dei giornali, come alcuni suoi redattori erano soliti definirlo. Nessun altro può vantare, difatti, una così lunga esistenza, come è noto tuttora non conclusa.
La rivista è stata indagata sino al 1994, anno in cui il Pio Istituto ha interrotto l’attività didattica, stante l’ormai esaurito processo di integrazione dei sordi nelle scuole comuni. Globalmente, pertanto, sono stati analizzati 103 anni di esistenza della «Giulio Tarra» e, più nello specifico, oltre 3.500 dei suoi numeri. Lo studio di questa importante fonte, integralmente conservata nella storica biblioteca della sede di via Giasone del Maino dell’Ente, ha consentito di fare emergere alcuni tratti della lunga storia dell’istituzione che ancora erano rimasti nell’ombra, connessi tanto agli sviluppi amministrativo-istituzionali quanto a quelli pedagogici e metodologici. La rivista, inoltre, si presenta come una finestra aperta su cento anni di storia dell’educazione dei sordi in Italia, permettendo dunque di ripercorrere l’ampio e complesso dibattito nazionale sull’istruzione dei sordi, comprensivo delle sue ricadute sul piano delle pratiche formative sviluppate sul territorio italiano, oltre che i cambiamenti nella rappresentazione della sordità. Accanto alla rivista, chi scrive si è appoggiato ad altre numerosi fonti, tra cui i rendiconti del Pio Istituto nei suoi primi decenni di attività, i testi editi dai suoi rettori e insegnanti e la diversificata letteratura scientifica ad oggi disponibile sulla storia della sordità.
Il volume in oggetto si inserisce sulla scia del lavoro di tutela e valorizzazione del proprio patrimonio storico-educativo portato avanti in questo ultimo decennio dall’Ente Filantropico “Pio Istituto dei Sordi”. Difatti, la catalogazione dell’imponente fondo librario, nonché il riordino e la digitalizzazione dell’altrettanto corposo archivio fotografico, hanno consentito – tra le altre cose – la stesura di una serie di testi biografici su celebri personalità legate all’Ente, a partire da don Giulio Tarra. Pensato per avvicinare anche un pubblico non accademico a una vicenda storica di riconosciuta rilevanza, tale progetto è destinato ad arricchirsi con ulteriori biografie. Ad oggi, sono già stati pubblicati i seguenti volumi: A. Debè, “Fatti per arte parlanti”. Don Giulio Tarra e l’educazione dei sordomuti nella seconda metà dell’Ottocento, Educatt, Milano 2014; C. Frigerio, Paolo Taverna. Il conte amico dei sordomuti (1804-1878), Educatt, Milano 2018; Ead., Felice Carbonera. “Vero maestro-educatore dei sordomuti” (1819-1881), Educatt, Milano 2020; V. Fonte, L’opera delle Canossiane a favore delle sordomute. Madre Teresa Bosisio al Pio Istituto dei Sordi di Milano (1883-1964), Educatt, Milano 2023 e C. Frigerio, Don Eliseo Ghislandi. Un Pastore al servizio dei Sordi (1821-1898), Educatt, Milano 2024.
Il libro sulla rivista del Pio Istituto dei Sordi si articola in tre capitoli, organizzati in ordine cronologico e scanditi dall’avvicendarsi dei cinque rettori alla guida del Pio Istituto. Il capitolo iniziale esplora le origini dell’allora Pio Istituto sordomuti poveri di campagna, sondando le motivazioni che spinsero i padri fondatori, il conte Paolo Taverna e don Eliseo Ghislandi, ad avviare un’attività a favore dei bambini e delle bambine sorde di Milano e delle zone limitrofe. A seguire, viene approfondito il contributo del primo e celebre rettore, don Giulio Tarra, dal 1855 al 1889, con particolare attenzione alle innovazioni progressivamente introdotte sul piano formativo.
Il dibattito intorno ai metodi d’insegnamento rappresenta il filo conduttore che lega il primo capitolo al secondo. Don Luigi Casanova, rettore dal 1889 al 1911, proseguì la scelta oralista introdotta dal suo predecessore e, per estendere l’educazione dei sordi anche oltre il periodo scolastico, nel dicembre del 1891 fondò il settimanale «Giulio Tarra». Il capitolo individua le linee essenziali della rivista ai suoi esordi, collocandola nel contesto della coeva pubblicistica periodica. Viene così presentata una serie di periodici avviati tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, nati all’interno di istituzioni educative, oppure per iniziativa di sordi o, ancora, su impulso di illuminati istitutori e uomini di scuola. Il capitolo si chiude con la fase del rettorato di don Giovanni Battista Pasetti, che, tra il 1911 e il 1947, dovette affrontare le sfide – economiche e operative – imposte dai due conflitti mondiali. Egli inoltre fu alla guida della struttura in un momento cruciale per i sordi, segnato dall’introduzione dell’obbligo scolastico e dal riconoscimento della funzione educativo-didattica di numerosi istituti italiani, come previsto nell’ambito della Riforma Gentile.
L’ultimo capitolo si sofferma infine sul rettorato di don Giulio Broggi (1947-1969) e su quello di don Emilio Puricelli (1969-1994). Nel corso di questo mezzo secolo, ancora una volta il Pio Istituto fu chiamato a rimettere in discussione alcune consuetudini educative e organizzative, sebbene per ragioni diverse rispetto al passato. In particolare, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio del decennio successivo, l’Italia visse la crisi delle forme residenziali di accoglienza dei minori, a favore della valorizzazione della dimensione familiare, e l’inserimento dei sordi nelle scuole comuni. Attraverso il confronto con gli articoli pubblicati all’interno della «Giulio Tarra», viene lumeggiato il punto di vista del Pio Istituto che, forte della solidità della propria tradizione educativa, lottò sino agli albori degli anni Novanta per continuare a offrire ai propri allievi un percorso scolastico specializzato ed esclusivo, seppure aperto alle moderne istanze pedagogiche e culturali.
Anna Debè
Ricercatrice in Storia della pedagogia e dell’educazione presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – sede di Piacenza