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Il monito di Zuppi: «No alla logica della forza, non lasciamo che la povertà diventi cronica per i più fragili»
Il presidente della Conferenza episcopale italiana a Milano Civil Week: «L’individualismo fa male all’individuo, non lasciare indietro nessuno è la via costruire la pace e non rassegnarsi. La fiducia non esclude la delusione, ma deve superarla». Il presidente del Pio Istituto Sordi, marco petrillo: «Le persone hanno bisogno di inclusione»
Sull’incontro tra il Papa e il segretario di Trump: «Quando si parla è sempre una buona cosa». E appunto, sul dialogo in tempo di guerra: «La diplomazia richiede rispetto. Il galateo non è una cosa tra signorine: è uno strumento di rispetto. Per reagire alla logica del più forte, che è sempre da respingere». E la fiducia? «Indispensabile oggi più che mai. Se non c’è fiducia c’è solo diffidenza. Ma la fiducia va alimentata. E si alimenta con la credibilità». Così il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, sul palco di Milano Civil Week accanto Marco Petrillo, presidente del Pio Istituto Sordi, intervistati da Elisabetta Soglio attorno al tema «Insieme per non lasciare indietro nessuno»
«Essere credibili – spiega il cardinale – è un problema di tutti. Siamo sempre bravissimi a dare consigli, il punto è conquistarsi la fiducia e soprattutto concederla agli altri anche quando gli altri ci deludono: Gesù dà fiducia a Pietro nonostante questi lo avesse rinnegato. Siamo molto bravi a misurare la delusione che di danno gli altri, meno a misurare quella che noi diamo a loro».
Anche se, sottolinea Petrillo, le sfide che oggi ci vengono richieste sono sempre più difficili da affrontare: «Le tecnologia naturalmente aiutano, parlando di sordità. Hanno moltiplocato le possibilità di relazione. Ma qual è la qualità di queste relazioni?».
Zuppi ha trasferito l’interrogativo su un piano internazionale: «Le relazioni sono più difficili perché in questa fase sta prevalendo il pensiero che possano essere basate sulla forza. Il che però provoca, di volta in volta, solo la reazione di un’altra forza contraria. Dopo la seconda guerra mondiale il ondo aveva avuto la grande intelligenza di capire che tutti i paesi dovevano mettersi in relazione su un piano di uguaglianza, vincitori e vinti. E il punto è questo: superare la logica della forza richiede intelligenza. Così come il superamento dell’individualismo, che danneggia in primo luogo proprio l’individuo».
Zuppi e Petrillo parlano anche dei social: «Non sono dannosi in sé, dipende da come vengono usati». E delle povertà in crescita: «Il problema – sottolinea il cardinale ricordando gli 80 milioni di euro stanziati dalla Cei per intreventi sul sociale nel mondo – non è solo la povertà, unito a quello delle disuguaglianze, ma la loro cronicizzazione. Si dice spesso che si è rotto l’ascensore sociale, ma io penso che in realtà si è rotto solo in salita: quando si tratta di far precipitare in basso chi magari ha perso il lavoro funziona ancora benissimo».
Petrillo a sua volta sottolinea la crescita dei bisogni essenziali in tutti i campi, dall’accesso ai servizi al lavoro, con riferimento più in generale al bisogno di inclusione su cui il Pio Istituto Sordi investe energie e risorse non solo in Italia. «Serve una rieducazione allo stare insieme e all’affrontare i problemi come collettività», concludono: «Le persone non vogliono stare sole, siamo nati per essere comunità. Ma metterlo in pratica non è una cosa automatica: va coltivata».