InVisibili Blog del 10/06/2023

MILANO. “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Lo afferma il primo articolo della nostra Costituzione, l’unica in Europa a riconoscere il lavoro come un valore su cui si fonda lo Stato. Avere un’occupazione retribuita non dà soltanto reddito, ma è alla base della dignità della persona perché consente di sentirsi parte attiva della comunità, quindi genera benessere psicologico oltre che economico.  Ciò è ancor più vero per le persone con disabilità per le quali un impiego consono alle loro potenzialità è il primo passo verso la vita indipendente, non legata all’assistenzialismo.

Al tema dell’inclusione lavorativa e delle buone prassi per far incontrare domanda e offerta è stato dedicato Diversity Day 2023, una giornata full immersion nel più importante progetto italiano integrato che dal 2007 promuove e facilita il collocamento occupazionale delle persone appartenenti alle cosiddette “categorie protette”. L’edizione 2023, svoltasi lo scorso 24 maggio presso l’Università Bocconi di Milano, è frutto dell’idea di Value People in collaborazione con il soggetto non profit Andel (Agenzia Nazionale Disabilità e Lavoro) e Jobadvisor, tre realtà impegnate a diverso titolo nella realizzazione di soluzioni innovative per l’inserimento delle persone in azienda, e con il patrocinio del CALD (Coordinamento degli Atenei Lombardi per la Disabilità).

Diversity Day non è solo un “evento”, ma un’occasione concreta per accorciare le distanze tra disabilità e mondo del lavoro attraverso attività di orientamento, sensibilizzazione, formazione per le imprese e consulenza, in stretta collaborazione con le istituzioni, le associazioni, le università e gli istituti scolastici in generale, fondamentali per costruire una cultura inclusiva a partire dalla didattica. In 16 anni la rete Diversity Day si è allargata fino a coinvolgere 53 aziende, in costante aumento, e anche quest’anno non ha deluso le aspettative, proponendosi come un qualificato momento di confronto riservato all’inclusione lavorativa in un Paese, l’Italia, dove il tasso di occupazione delle persone con disabilità risulta tra i più bassi d’Europa. Su 10 soltanto 3 hanno un impiego stabile, principalmente nel settore pubblico, mentre il tasso medio di occupazione negli altri Stati UE è superiore al 50%; alta l’età media degli occupati, 59 anni. Circa un milione di cittadini italiani con disabilità è senza lavoro o in cerca del primo impiego, le donne hanno meno probabilità di trovarne uno, il 40% contro il 60% degli uomini.

La Lombardia da sola include nei contesti lavorativi tanti dipendenti disabili quanto l’intero sud e le isole, segno di una forte discrepanza tra le aree geografiche. Molti sono i posti scoperti che potrebbero essere occupati da lavoratori con disabilità, la chiave per riuscirci è DE&I, acronimo che sta per Diversità, Equità e Inclusione, ovvero l’insieme di strategie che all’interno di un’azienda valorizza le “differenze” individuali, massimizzando il potenziale di ogni dipendente. A questo argomento è stato dedicato il convegno di apertura del Diversity Day, GenD: il futuro del lavoro è l’inclusione, al quale hanno partecipato esponenti della finanza (tra i relatori anche Tiziana Trefiletti della Banca Centrale Europea), del mondo accademico, delle imprese, alcuni con disabilità, ed esperti nell’area del management inclusivo.

Diversità e inclusione sono elementi  centrali dell’Agenda ONU 2030 che, tra gli obiettivi, si pone la parità di genere e la riduzione delle disuguaglianze. L’inclusione, infatti, non è prerogativa della disabilità, ma abbraccia l’età, la religione, l’orientamento sessuale, il credo politico, la nazionalità, le abitudini di vita, aspetti ai quali sono attente le nuove generazioni e che se trascurati, oltre a generare discriminazione, riducono la produttività aziendale.

Sotto la spinta dell’Europa e delle case madri estere per le aziende italiane l’inclusività è oggi una condizione essenziale per attrarre e mantenere i migliori talenti. Ma all’atto pratico come ci si approccia alla DE&I? Lo si è potuto toccare con mano grazie a Laura Iacovone, ricercatrice DEMM (Dipartimento di Economia, Management e Metodi Quantitativi) presso l’Università degli Studi di Milano, che durante la giornata ha presentato il progetto 3F-LAB, una simulazione live di realtà virtuale per svelare quanto si è realmente inclusivi quando si gestisce un colloquio di lavoro con una persona con disabilità.

Consegnato il premio DE&I AWARD a Engineering, Moncler, Lilly, Generali, Randstad, Kone, Deutsche Bank, Mediobanca, Edison, Nestlè, Equalis e Page Personnel, aziende che nel 2022 hanno inserito nel proprio team almeno una risorsa appartenente alle “categorie protette”, il Diversity Day si è focalizzato nell’area stand dove i candidati hanno potuto presentarsi ad una sessantina di imprese di vari settori (moda, grande distribuzione, beni di servizio, benessere, accessori, food e tanto altro), sostenendo colloqui e ricevendo informazioni sulle posizioni aperte. Per saperne di più sulla redazione del curriculum e ottenere un servizio di orientamento era aperta l’area Training Point, uno spazio di ascolto e consulenza per indirizzare i candidati verso i metodi migliori per ottenere un’occupazione confacente, con simulazioni di colloqui individuali.

Anche la Fondazione Istituto Ciechi di Milano, l’ENS (Ente Nazionale Sordi) e il Centro San Giusto del Comune di Milano hanno dato il loro contributo nell’area riservata ad enti e associazioni, offrendo la possibilità di ricevere aggiornamenti sulla formazione in àmbito lavorativo. Con oltre 1600 partecipanti registrati, l’edizione 2023 del Diversity Day si è conclusa con la consapevolezza che la qualità dei progetti di inserimento occupazionale nel corso del tempo è migliorata di pari passo con la sensibilità verso modelli di leadership basati sull’inclusione. Alcuni di questi progetti sono nati da una collaborazione con il circuito Diversity Day. Prossimo appuntamento a Roma, in autunno, ma Diversity Day, a dispetto del nome che richiama un solo giorno, è in realtà un programma che non si ferma mai, poiché durante tutto l’anno promuove workshop, tavole rotonde e training formativi dedicati alle aziende e ai candidati. Un lavoro con tanti attori coinvolti per liberare il potenziale personale e professionale delle persone con disabilità.

di Stefania Delendati