Da quanto conosci il Pio Istituto dei Sordi e perché hai deciso di collaborare con la Fondazione?

Conosco il Pio Istituto dei Sordi da più di 15 anni, quando il suo Consiglio di Amministrazione mi fu presentato agli inizi della mia avventura come Responsabile dell’Audiologia di Varese. Fu un momento di studio e di confronto reciproco ma la modalità di approccio e l’interesse a mettere insieme le forze a vantaggio delle persone con disabilità uditiva hanno creato una sintonia immediata che non è mai scemata nel corso degli anni. Il motivo principale per cui ho pensato di collaborare è stato proprio l’ascolto che mi è sempre stato riservato, la valutazione attenta e discreta delle proposte e l’operosità silenziosa, ma costante e tenace dei suoi membri.

Quali valori condividi con il Pio Istituto dei Sordi?

Ascolto, attenzione per la persona e la sua storia, operosità, voglia di fare, progetti con l’unico obiettivo di poter essere di aiuto a chi spesso non ha forza o strumenti per migliorare la sua condizione di vita e, in particolare, l’impegno costante nel fornire informazioni corrette e sensibilizzare sul tema della sordità.

Cos’è per te la “disabilità uditiva”?

E’ una condizione che ti pone in una situazione di costante difficoltà, fatica e isolamento nei confronti di chi sente. Il mondo corre velocemente e fornire strumenti che consentano a chi è in difficoltà comunicative può rendere le persone più felici, autonome, partecipi e pienamente realizzate.

Perché una persona o un’azienda dovrebbe sostenere le attività e l’impegno del Pio Istituto dei Sordi?

Perchè è un Ente che presta a attenzione alle varie realtà presenti sul territorio, senza prese di posizione o giudizi, ponendosi in costante ascolto e cercando di promuovere l’informazione nel rispetto delle specifiche competenze.

Puoi raccontarci un episodio significativo per te legato al Pio Istituto dei Sordi o, più in generale, alla sordità?

Ne ricordo tantissimi, ma l’esperienza nelle R.S.A. mi ha aperto un mondo ed ho sentito che avrei potuto fare molto. Il conforto costante da parte dei Consiglieri, la presenza concreta senza troppe parole ma attiva mi hanno fatta sentire meno sola e rafforzato la convinzione che insieme si può fare molto.