Resta informato
Scopri tutte le notizie e rimani aggiornato iscrivendoti alla newsletter
L’arte sorda come ponte di inclusione: intervista all’artista Daniele Le Rose
L’arte rappresenta da sempre un potente veicolo di espressione, conoscenza reciproca e abbattimento delle barriere.
In occasione del Festival delle Abilità, la sensibilità visiva ed espressiva dell’artista Daniele Le Rose ha incontrato il pubblico grazie a una mostra di quadri fotografici artistici. Un’iniziativa sostenuta dal Pio Istituto dei Sordi, che da anni promuove progetti capaci di valorizzare la Cultura Sorda e favorire una reale inclusione socio-culturale attraverso i linguaggi dell’arte.
In questa intervista, Daniele ci racconta l’importanza di questo supporto, le sue riflessioni sull’arte visiva e i suoi progetti futuri.
Quanto e perché è stato importante per te ricevere il contributo del Pio Istituto dei Sordi?
Il contributo del Pio Istituto dei Sordi è stato destinato all’organizzazione del Festival delle Abilità, una manifestazione che mi ha accolto calorosamente e mi ha dato l’opportunità di partecipare con i miei quadri fotografici artistici.
Per me questo sostegno è stato fondamentale: si è trattato di un prezioso riconoscimento del valore e dell’importanza dell’intero progetto.
Questa opportunità ha permesso alle mie fotografie di essere presentate in un contesto culturale aperto a tutti, creando uno spazio condivisibile in cui stimolare una riflessione sulla comunicazione, sull’identità, sulla vita e sull’umanità.
Dopo la mostra presentata al Festival delle Abilità, quali sono i tuoi obiettivi per il prossimo futuro?
Dopo questa esperienza ho già in cantiere nuovi progetti legati alla Cultura Sorda. Il prossimo sarà un lavoro fotografico incentrato sulle mani, viste come un elemento in continuo movimento — hands that “dance” — e come fulcro dell’espressione e della comunicazione nella Lingua dei Segni.
Un altro obiettivo a cui tengo particolarmente è la realizzazione di un libro intitolato Emotional Perspective Through the Eyes (Prospettive Emotive Attraverso gli Occhi). Sarà un viaggio per raccontare emozioni, percezioni e punti di vista attraverso la potenza della fotografia in bianco e nero.
Che consigli daresti alle persone sorde che desiderano avvicinarsi alla fotografia?
Il mio consiglio, o meglio, il mio piccolo segreto, è molto semplice e parte da tre punti fondamentali:
- Conoscere lo strumento: imparare a padroneggiare la macchina fotografica e le sue potenzialità tecniche.
- Curare composizione e inquadratura: capire come strutturare la scena per organizzare al meglio ciò che si desidera raccontare.
- Cercare il soggetto: individuare un elemento centrale che catturi l’attenzione e dia un significato profondo allo scatto.
A partire da questi tre elementi ciascuno può iniziare a sviluppare il proprio stile personale e, soprattutto, a scoprire le storie e le emozioni che nascono proprio davanti ai nostri occhi.
Per me la fotografia significa esattamente questo: imparare a osservare ciò che spesso è già attorno a noi, ma che non sempre riusciamo a cogliere al primo sguardo.

