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Intervista a Angelo Paglino
Da quanto conosci il Pio Istituto dei Sordi e perché hai deciso di collaborare con la Fondazione?
Conosco la Fondazione dal 2014. Si è sviluppato un rapporto di collaborazione a seguito di comuni esperienze nel mondo della scuola (sottotitolazione delle lezioni) e non solo (sottotitolazione di eventi).
Quali valori condividi con il Pio Istituto dei Sordi?
La partecipazione attiva alla risoluzione di problemi di comunicazione con il mondo dei sordi.
Cos’è per te la “disabilità uditiva”?
La disabilità uditiva coinvolge l’aspetto comunicativo, infatti nel mondo della scuola c’ è un problema di comunicazione con gli alunni sordi che può essere superato con degli applicativi su personal computer. Nel mio caso gli applicativi sono basati sul riconoscimento vocale.
Perché una persona o un’azienda dovrebbe sostenere le attività e l’impegno del Pio Istituto dei Sordi?
Per dare una informazione che serva a risolvere un problema, per offrire una soluzione.
Puoi raccontarci un episodio significativo per te legato al Pio Istituto dei Sordi o, più in generale, alla sordità?
Prima di conoscere il PIS ho partecipato come responsabile della parte tecnica (sviluppo software) al progetto VOICE della Commissione Europea. Così sono entrato nel mondo della scuola che accoglieva alunni sordi.
Da qui è nato l’obiettivo di “fornire a tutti gli alunni di una classe nello stesso momento, le stesse informazioni, con le stesse parole”.
Una attività durata 4 anni che ancora oggi (25 anni dopo) fa vivere una soluzione (Communico.app)
Molte scuole hanno acquisito, approfittando del PNRR, questa soluzione, predisponendosi per la gestione dell’alunno sordo, che oggi, magari, non hanno.
